Il Tirreno

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Una gara per salvare Rudra

La cagnolina affetta da una malformazione è stata abbandonata

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CAPOLIVERI. Una catena di solidarietà e di generosità degli animalisti elbani per la piccola Rudra, una canina che al 63° giorno di vita, è stata abbandonata dai suoi proprietari, perché affetta da una malformazione congenita agli arti anteriori, cioè zampette a preghiera.

E' stato grazie alla sensibilità di molte persone amanti degli animali che adesso, dopo diverse peripezie, la canina può sperare di recuperare l'uso degli arti anteriori. La sua storia ha commosso molti elbani. Quando ha incontrato per la prima volta la sua attuale padrona, è stato amore a prima vista. La prima operazione che ha fatto la nuova proprietaria è stata quella di far incontrare la piccola Rudra con suo fratello Zeus. E da allora in poi c’è stata una specie di gara fra la nuova proprietaria e le persone a lei amiche per praticare diverse terapie di riabilitazione. «Verso la metà di settembre – racconta la proprietaria – Rudra è stata visitata da un medico svizzero in ferie all’Elba. Purtroppo la diagnosi non lasciava scampo alla speranza: un intervento chirurgico non era possibile. Sono iniziate, allora, altre visite presso altri veterinari del continente. Abbiamo portato Rudra alla clinica universitaria di Pisa, dove sono state effettuate le analisi di ogni genere. La canina è stata visitata da due medici specialisti in ortopedia e un neurologo. Ma la diagnosi era sempre la stessa: è trascorso molto tempo per operare e sperare. Condotta da un medico a Cecina, è stata sottoposta a visita e radiografie. Il veterinario ha chiesto tempo per documentarsi sulla patologia. Tornati all'Elba, è iniziata la raccolta di fondi necessari per coprire le spese delle visite presso un medico ortopedico di Roma dove la coppia elbana era costretta recarsi ogni due giorni». «Successivamente ho portato Rudra a fare una visita a Monsummano Terme – dice la padrona – poi per la seconda volta s a Cecina per le radiografie sotto anestesia per mandarle via email a Milano, Arezzo, e da altri specialisti ortopedici che ancora devono inviare le risposte. «Intendo ringraziare tutti gli elbani – dice la proprietaria – per averci sostenuto finora e che continueranno a farlo».

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