Sicurezza
Sanità, il sindaco non brinda al distretto Elba
Ferrari resta scettico. «Questo entusiasmo è ingiustificato Piuttosto la Regione chiarisca qual è il budget per l’isola»
PORTOFERRAIO. «Non abbandoniamoci a facili entusiasmi». E’ cauto il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari sul riconoscimento del distretto Elba da parte della Regione Toscana.
«Mi sono preso una pausa di riflessione prima di esprimere un parere su questo argomento – dice Ferrari – perché l’entusiasmo manifestato sui risultati ottenuti mi ha lasciato perplesso».
Il sindaco di Portoferraio, ormai da mesi poco allineato con la conferenza dei sindaci targata Anna Bulgaresi, non comprende «il risultato epocale» da alcuni declamato, né l’entusiasmo «per la nuova fase che si è aperta».
«Abbiamo sempre chiesto il mantenimento del distretto Elba - spiega Ferrari – e lo abbiamo difeso su tutti i tavoli». E sul mantenimento non si accontenta di un semplice proclama ma «chiediamo alla regione – puntualizza - un preciso impegno economico, vale a dire sapere quanto spetterà all’Elba, tenendo conto anche del fatto che si passa dai 30 mila residenti del periodo invernale ai 250 mila di quello estivo».
C’è poi da chiarire la questione del nuovo indirizzo sanitario elbano. «Avere abbandonato il principio di isolazionismo e aver abbracciato la “rete” – considera Ferrari – sedersi al tavolo delle trattative esponendo le nostre necessità, chiederne la risoluzione attraverso le risorse aziendali e portare servizi sanitari qualificati agli elbani nel nostro ospedale. Questa sì che è una novità». E ci tiene a ribadire che questo principio è stato ideato e proposto dal Comune di Portoferraio già un anno fa. «Osteggiato da tutti – ribadisce – il sindaco del capoluogo - anche e soprattutto dal Pd locale che oggi ne rivendica la paternità».
Nessun entusiasmo quindi da parte del Comune di Portoferraio «se non – specifica – quella di aver aperto la strada verso una nuova forma di contrattazione con la Regione Toscana, e su questo dovremo discutere e vigilare».
Secondo il primo cittadino Ferrari gli amministratori si trovano di fronte alla sfida di analizzare e realizzare i bisogni concreti dell’ospedale elbano, «abbandonando quelli velleitari ed irrealizzabili», precisa.
«Come sindaco di Portoferraio, rappresentativo di metà della popolazione elbana – termina Mario Ferrari – e sede dell’ospedale sarò sempre vigile e attento e pronto a contestare eventuali tentativi di ridimensionamento che la regione cercherà di realizzare della realtà sanitaria insulare. E’ su questo che mi aspetto una fattiva collaborazione da parte di tutti».
Proprio in queste ore dalla Regione Toscana era arrivata la notizia della mancata inclusione dell’Isola d’Elba nel processo di revisione delle zone - distretto che sarà avviata nei prossimi mesi in Toscana. La stessa Elba, inoltre, è l’unica zona toscana esplicitamente citata nella legge regionale in fase di approvazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
