Il Tirreno

Pioggia e vento, ma i volontari puliscono Baratti

di Cecilia Cecchi
Pioggia e vento, ma i volontari puliscono Baratti

Porticciolo guardato a vista, ma niente ferma la catena umana alla Necropoli delle Grotte

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PIOMBINO. Prima pioggia dopo il nubifragio di fine ottobre. Col vento che cambia e soffia sempre più forte. Al circolo nautico c’è preoccupazione, visto il recente disastro: «Libeccio, Ponente, poi Tramontana, speriamo bene...» sussurrano fuori dalla roulotte.

Nel parcheggio, dietro il ristorante, direzione Populonia, le ruspe continuano ad ammassare detriti e pietre; i cittadini, che seguono le operazioni sono preoccupati: «Massi estrusco-romani, sarà tutto in regola anche dove la proprietà pubblica confina con quella privata?».

Ma siamo in zona preziossissima, qui ogni movimento viene segnalato dalla Parchi direttamente alla Sovrintendenza che controlla (e autorizza) cantiere per cantiere.

Intanto i volontari che hanno aderito alle due giornate di #SuLemanichePerBaratti non si scompongono. Piove da subito, ma non importa.

Sono una cinquantina, si tirano sù il cappuccio e dalla biglietteria della necropoli di Baratti si incamminano, per un po’ protetti dal bosco, lungo il crinale; per poi mettersi subito all’opera alla Necropoli delle Grotte (IV secolo a.C.), scavata nella roccia.

Il profumo della borraccina è forte, come se fosse già Natale. E l’entusiasmo che si respira sa di festa più che di lavoro, anche se a tratti diluvia. E c’è sempre più vento col passare delle ore. A disposizioni gli strumenti indispensabili: pala, paiola e trowel (un tipo particolare di cazzuola con fogge e dimensioni diverse). Uno a fianco all’altro volontari lungo la scala d’accesso. Un anello di questa catena umana che rimuove il fango dalla storia è Andrea Camerini, autore di vignette satiriche (pure Il Troio, per dire, ma anche regista di film come “Aglien”) che messa da parte matita e macchina da presa «oggi ho a cuore solo la mia casa, Baratti... – sorride – Stamani ho aperto la finestra e visto il cielo nero avevo pensato il peggio. Invece ha vinto la validità della proposta che è riuscita a chiamare tante persone amanti del golfo. Nonostante la giornata classica, qui in Scozia, va benissimo!».

«L’adesione massiccia, limitata solo dalla difficoltà degli aspetti assicurativi è già un successo – dice Silvia Guideri, direttore della divisione parchi e musei archeologici – Non finirò mai di dire grazie, a tutti. Non potendo raggiungere coi mezzi l’area delle Grotte si può solo portare via il fango grazie alla catena umana che si passa le paiole l fino al montacarichi». Terra che in parte tornerà al bosco e in parte verrà rimossa. «Qui con noi – sottolinea Guideri – ci sono tutti gli operatori stagionali della Parchi, dai parcheggi alle aree naturali, qui per condividere il desiderio di difendere questi nostri beni». Insieme a Guideri, a dirigere le operazioni per la Parchi Val di Cornia anche Alessandro Fichera coordinatore del parco archeologico Baratti Populonia che da subito mette ordine nella catena, distribuendo le paiole: «Un compito delicato – commenta – ma tutti sono pronti a dedicare massima cura e attenzione».

Questa prima giornata si chiuderà intorno alle due (con la merenda pranzo organizzata dalla sezione soci Unicoop Piombino). Tutti per altro già pronti a ricominciare, da San Cerbone.

@ceciliacecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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