La manifestazione
«Una terza antenna è troppo»
Legambiente arcipelago toscano contro la nuova installazione Wind
CAMPO NELL’ELBA. E tre. Tante sono le antenne per la telefonia mobile che sono state installate sulla costa sud occidentale dell’Isola, tra Salandri e Galenzana, un’area di grande pregio paesaggistico e ambientale, contigua al parco nazionale e alla zona speciale di conservazione (Zsc, direttiva Habitat) e zona di protezione speciale (Zps, direttiva Uccelli). L’ultima il 17 novembre, quando un camion carico di attrezzature è stato visto scaricare il materiale che sarebbe utilizzato per il ripetitore.
La denuncia viene da Legambiente arcipelago toscano: «Si è proceduto a montare l’antenna – si sottolinea – nonostante che un foglio affisso al ramo di un albero mettesse in guardia che l’intera zona di costa ricadeva sotto il servizio informativo sanitario di prevenzione. Nonostante fosse stato richiesto alla Wind telecomunicazioni un adeguamento dell’impianto. Neppure sono state seguite le condizioni formulate dalla Soprintendenza che invitava la società, prima che decorressero i termini, a smantellare la vecchia antenna sul deposito».
Niente. La vecchia si è aggiunta alla nuova, al punto da far gridare agli ambientalisti a un nuovo bosco, ma non più caratterizzato da alberi, bensì di antenne. «Si tratta – dice Legambiente – della massima densità di ripetitori costieri per la telefonia mobile all’Elba. Ma il Comune è al corrente di quanto sta accadendo? E la Soprintendenza è informata».
Chi ama fare trekking e inoltrarsi per questi sentieri, non potrà fare a meno di notare uno “spettacolo” che non ha niente a che fare con un «adeguamento dell’impianto di telecomunicazione esistente». Si contano tre antenne (ma potrebbero diventare quattro a breve) e quella vecchia è al suo posto con le sue apparecchiature impattanti. Il tutto con fili per l’energia, anche scoperti, che raggiungono l’area e con una nuova strada ricavata nella macchia mediterranea. «Ci chiediamo – ricorda Legambiente arcipelago toscano – se tutto sia regolare e conforme alle autorizzazioni esistenti, agli strumenti urbanistici di Campo nell’Elba e ai vincoli paesaggistici e ambientali che ricadono. Continuiamo a chiederci se per tutto questo sia stata presentata la necessaria valutazione di incidenza, visto la contiguità con un Zsc e Zps protetta da due direttive europee. Infine – conclude l’associazione ambientalista – invitiamo gli amministratori comunali di Campo nell’Elba di verificare quanto accaduto e quanto sta succedendo e alla Soprintendenza di verificare se le sue indicazioni siano state rispettate». (l.c.)
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