Sicurezza
Lippi: sinergia anche con Volterra
Ma i civici lo accusano: «Un bluff il suo documento, dialogare con la Regione»
PIOMBINO. Il sindaco di Cecina Lippi porta a Nogarin il documento unitario del 2013, approvato da tutti i sindaci, che fissa i livelli minimi dell’ospedale di Cecina. E precisa: «Non sono quelli di oggi. Noi vogliamo che funzioni meglio, non con queste liste d’attesa ed i problemi che oggi si registrano». E l’ipotesi ospedale in rete? «Sarà vagliata da tutti i consigli comunali. Dovremo trovare una sintesi», dice a margine dell’incontro. «Intanto apprezziamo la convergenza con l’Elba». Quanto a Cecina Lippi pensa sì “ad una sinergia con Piombino ma dice di guardare anche all’Alta Val di Cecina, a Volterra”.
Intanto, però, i movimenti civici (a Piombino erano presenti Lucibello e Tovani) attaccano il sindaco. «Avevamo percepito e prontamente denunciato - scrive Lucibello - che qualcosa non funzionava o non aveva funzionato nel percorso intrapreso dal sindaco Lippi relativo al futuro della sanità della Val di Cecina e della Val di Cornia. Di fronte a tutti i sindaci del territorio, dovendo scoprire le carte, il bluff é emerso decretando il fallimento delle scelte di Lippi. Mentre i sindaci elbani consegnano al presidente della conferenza Nogarin una documento condiviso sulla base delle bozze della nuova legge regionale in corso di approvazione a Firenze, confermando di essere pronti per presentare le osservazioni per difendere la sanità elbana nei tempi previsti dalla procedura regionale, la cosiddetta "proposta Lippi", ossia l'ospedale unico su due presidi Cecina-Piombino, appoggiata fino a ieri a gran voce dal Pd della Val di Cornia e di Cecina e sommessamente dai sindaci, viene rinviata a data da destinarsi. Emerge che il documento Lippi, con le sue mille varianti, non è approvabile dalla conferenza dei sindaci non tanto perché non vi sia accordo su di esso ma in quanto è privo degli elementi necessari e minimi per produrre un voto condiviso e le osservazioni alla nuova legge regionale». «Ora resta una sola possibilità: non appena la proposta di legge approvata dalla giunta regionale sarà resa pubblica, essa deve essere illustrata subito nel territorio così che si possano proporre e dibattere le eventuali osservazioni da inviare al consiglio regionale prima che sia approvata».
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