Toscana
Agenzia delle entrate in via Fucini, ancora nessuna certezza
Il Comune punta a un accordo per ridimensionare il piano lasciando comunque la destinazione nell’ex tribunale
PIOMBINO. Sopralluoghi, incontri, stime. Ancora non c’è una soluzione per l’Agenzia delle entrate a rischio chiusura.
La soluzione ipotizzata nell’ex tribunale in via Fucini, ottimale da molti punti di vista, fa i conti con costi di adeguamento troppo alti. Si parla di qualche centinaio di migliaia di euro a carico del Comune. Che non può permetterseli e che già mette a disposizione gratuitamente i locali. Allo Stato rimarrebbero da coprire interventi marginali. Come la tinteggiatura delle pareti e il cablaggio.
Risultano troppo impegnativi l’ascensore, quattro nuovi servizi igienici, la riconversione degli spazi per adattarli alla destinazione seguendo le richieste espresse dalla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate. «Il confronto continua. Sarebbe importante mantenere la scelta dell’ex tribunale. Il servizio rimarrebbe in centro e a due passi dalla sede attuale. Vediamo - spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Capuano - se sarà possibile individuare una soluzione meno onerosa, magari rivedendo il piano iniziale».
L’analisi della fattibilità è nelle mani dell’ufficio tecnico. «Se la direzione regionale non ritenesse congrua una soluzione di questo genere, siamo disposti a prendere in considerazione altre sedi possibili, da assegnare sempre a titolo gratuito. Certo è - prosegue Capuano - che non lasceremo niente di intentato per mantenere gli uffici a Piombino».
Alla base della decisione della direzione regionale dell’Agenzia delle entrate di tagliare sette sedi in Toscana, ci sono motivi economici. Legati, in particolare, alla forte incidenza dei canoni di locazione.
La notizia aveva iniziato a circolare in maggio e nell’ultimo mese ha ripreso vigore. Tanto da indurre il sindaco Massimo Giuliani ad accelerare nella ricerca di una soluzione in grado di evitare che la città perda altri pezzi importanti della rete dei servizi pubblici. Come, sanità a parte, più di recente è accaduto per la sezione distaccata del tribunale ed Equitalia.
In via Fucini ci sarebbero gli spazi sufficienti per il trasferimento degli uffici finanziari e per i progetti già approvati prima che scoppiasse la grana: la palestra per le attività di judo e i locali per i corsi dell'Unitrè. «Naturalmente - chiude Capuano - nessuno vuole tornare indietro su questo ma se fossero da rivedere alcune condizioni per poter accogliere anche l’Agenzia, siamo pronti a farlo».
La giunta ha bocciato fin dall’inizio l'ipotesi dello sportello in sostituzione di una sede vera e propria. E questo, anche in vista dell'attuazione delle previsioni di nuovi insediamenti di attività collegate ai finanziamenti annunciati per la reindustrializzazione.
La chiusura degli uffici di corso Italia o il loro ridimensionamento accrescerebbero i disagi, anche economici, a causa dei viaggi nel capoluogo che si renderebbero necessari, a cittadini, imprese e commercialisti. Un pericolo che si vuole scongiurare. Come il rischio di riduzione del personale.
Attualmente sono occupate 17 persone, tutte di Piombino e dintorni, per le quali si potrebbe aprire la strada del trasferimento.
Per i sindacati, occorre la massima vigilanza affinchè la trattativa vada in porto. La disponibilità offerta dal Comune fa ben sperare.(v.p.)
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