Il Tirreno

Sanità al bivio, a Piombino la conferenza provinciale

Sanità al bivio, a Piombino la conferenza provinciale

I sindaci elbani si presentano al tavolo con i primi cittadini del continente Bulgaresi: «Vogliamo nella legge regionale un paragrafo dedicato all’isola»

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PORTOFERRAIO. Un paragrafo dedicato all’Elba nella legge di riforma sanitaria della Toscana, approvata dalla giunta Rossi ma ancora aperta alle modifiche del consiglio regionale. E un distretto dell’Arcipelago toscano, in questo modo autonomo rispetto alle realtà sanitarie del continente (Cecina e Piombino), pur in un’ottica di collaborazione e condivisione. È questa la linea strategica che intendono portare avanti i sindaci, nonostante le recenti polemiche tra la Conferenza targata Bulgaresi e il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, nell’attesa Conferenza provinciale dei sindaci sul tema della sanità, in programma questa mattina a Piombino (la sede è stata scelta per favorire la partecipazione dei primi cittadini dell’isola d’Elba).

L’appuntamento istituzionale è particolarmente importante e delicato, dal momento che i primi cittadini di tutta la Provincia di Livorno dovranno trovare necessariamente una sintesi e porre le basi alle osservazioni da presentare alla Regione, nell’ottica di una modifica dei contenuti della riforma sulla base delle necessità dei vari territori. «Ci presentiamo alla Conferenza con le idee chiare e forti delle delibere approvate dalle varie giunte elbane nelle quali sono stati inseriti i contenuti che riteniamo fondamentali per la nostra idea di sanità», ha spiegato il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi. Ormai da mesi la Conferenza targata Bulgaresi chiede a gran voce una riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali che valorizzi le caratteristiche dell’insularità. L’espressione di tutto questo è il documento Elba firmato da tutti i primi cittadini dell’isola. Ma la chiave, ha ricordato Bulgaresi, sta in larga parte nella nuova articolazione dei distretti. Ed è proprio su questo che si misurano alcune differenze di impostazione tra l’Elba e le amministrazioni comunali del continente. Piombino e Cecina hanno già definito un accordo. E, di certo, fanno pressione affinché anche l’Elba aderisca in modo da poter contare su dei numeri ben più importanti (senza l’Elba, Cecina e Piombino restano sotto il tetto dei 150mila abitanti necessari per un ospedale di primo livello secondo il decreto Balduzzi). Al contrario i sindaci elbani pensano a un distretto dell’Arcipelago toscano e a un’organizzazione dei servizi sanitari calibrati rispetto alle esigenze insulari, sulla linea di quanto intrapreso dall’Asl con il progetto Oasi (rivolto all’Elba e a Capraia). Il vertice istituzionale di oggi servirà per capire in modo piuttosto chiaro quale sarà la tenuta della proposta dei sindaci elbani che, determinati anche in seguito al buon esito dell’incontro avuto solo pochi giorni fa con l’assessore regionale Stefania Saccardi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web