Il Tirreno

Quel legame con il canile mai costruito

Quel legame con il canile mai costruito

L’operazione edilizia al vaglio della magistratura è partita dallo scambio dei terreni di Colle Reciso

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CAPOLIVERI. Quello legato agli abusi edilizi è solo uno degli aspetti di una vicenda quanto meno intricata. Le villette di Lacona non rappresentano esclusivamente un caso giudiziario, ma sono in un certo senso il simbolo delle difficoltà mai completamente superate della politica sovracomunale dell’isola d’Elba.

Era il 2005, infatti, quando la Regione versò a favore della Comunità montana un finanziamento da 135mila euro a sostegno del mutuo per la realizzazione del canile comprensoriale. Un’opera molto attesa sul territorio, per risolvere il problema del randagismo. Da sempre tallone di Achille per l’isola. Ai soldi della Regione si aggiunsero altri 100mila euro del ministero della Salute. Ma gli anni sono passati senza che la Comunità montana prima, quindi l’Unione dei Comuni nata sulle ceneri della Comunità montana e pochi anni dopo morta sepolta dai debiti e, per ultimi, i sindaci elbani chiudessero l’iter per la progettazione e la realizzazione.

In altre parole il canile comprensoriale non è stato realizzato. E i Comuni a distanza di dieci anni si sono trovati, nell’ambito della delicata faccenda dell’ex Unione dei Comuni, a liquidare la Regione e il Ministero, restituendo i finanziamenti mai utilizzati.

Ma, quel che è peggio, è che le difficoltà del canile, di fatto, sono diventate una sorta di pretesto per avviare l’operazione immobiliare finita in questi anni al centro dell’attenzione della magistratura,

Il Comune di Capoliveri, allora guidato dal sindaco Ballerini, aveva pensato di acquistare dalla società agricola Beta i terreni di Colle Reciso, dove poter costruire la struttura comprensoriale. In cambio, come compensazione, ha ceduto alla stessa società l’area agricola di Colle delle Vacche, trasformata in area edificabile con una variante al piano di fabbricazione.

I fatti ci hanno raccontato come il canile non sia mai venuto alla luce, le villette sì. Villette che per inciso, secondo le regole urbanistiche del Comune di Capoliveri, dovevano venire su senza «alterazioni delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi». Invece, per costruirle vista mare è stata sbancata una collina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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