Sicurezza
«La protesta va allargata a tutte le categorie»
PIOMBINO. Il Coordinamento fabbriche Prc, organizzatore del presidio davanti al consiglio di fabbrica, ritiene che questa iniziativa, «con la sua presenza insieme a quella di altre forze politiche,...
PIOMBINO. Il Coordinamento fabbriche Prc, organizzatore del presidio davanti al consiglio di fabbrica, ritiene che questa iniziativa, «con la sua presenza insieme a quella di altre forze politiche, Sel, M5S e Pcl, al gruppo Camping Cig, rappresenti la strada giusta per rafforzare il sindacato nella richiesta dell’ottemperanza di Aferpi dei termini degli accordi firmati». Per il coordinamento «il presidio ha contribuito, dopo sei mesi di stallo, alla decisione di dichiarare uno sciopero generale dei metalmeccanici per il due dicembre. Ora confidiamo che i segretari nazionali sollecitino l’adesione anche di Cgil, Cisl e Uil in modo che lo sciopero sia generale di tutte le categorie e del comprensorio, dagli studenti, ai negozianti, agli enti pubblici».
Per Minoranza sindacale e Camping cig la decisione di scioperare presa dal consiglio di fabbrica «vuol dire che avevamo ragione noi a dire che la misura è colma e che gli impegni presi non sono stati mantenuti e i proclami elettorali di chi governa il Comune la Regione e il Paese sono rimasti promesse e niente più».
Ribadito il ritardo del piano Aferpi, Minoranza e Camping cig spiegano che «niente in fabbrica di quanto descritto nel piano ha ancora preso corpo. Noi crediamo che il futuro economico e sociale di Piombino e della Val di Cornia sia fortemente legato alla ripartenza di Aferpi ma il problema non è solo di una categoria , per tale motivo quindi chiediamo a Cgil, Cisl, Uil e Ugl di allargare lo sciopero a tutte le categorie a sostegno della vertenza Aferpi. Questo sciopero deve essere un segnale forte al Governo e alla Regione affinché intervengano immediatamente per far funzionare il modello Piombino che hanno tanto decantato nei mesi passati».
In sintesi le richieste riguardano il costo dell’energia, «con l’applicazione dell’Accordo di programma, indispensabile per la competitività di un’acciaieria elettrica, la durata delle concessioni delle aree portuali, subordinate e graduali, in ragione dell’effettivo stato di avanzamento degli investimenti in siderurgia», la necessità «di intervenire con forza presso il ministero dell’Ambiente affinché liberi il Tfr, congelato dall' amministrazione straordinaria e non erogato a causa del contenzioso sull'inquinamento».
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