Il Tirreno

PIOMBINO

Aferpi, sull’energia è quasi un ultimatum

di Cristiano Lozito
Un'immagine dello stabilimento Aferpi (foto Paolo Barlettani)
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Un'immagine dello stabilimento Aferpi (foto Paolo Barlettani)

Azzi e sindacati dal ministro Guidi: il tema giudicato determinante per l’investimento nel forno elettrico

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PIOMBINO. Dopo la decisione del sindacato di indire lo sciopero generale per il 2 dicembre, Aferpi avrà almeno un’altra settimana di tempo per precisare i propri piani: fonti qualificate danno ormai per scontato lo slittamento dell’incontro al Mise fissato per venerdì 20.


Oggi invece al ministero dello Sviluppo economico l’amministratore delegato di Aferpi, Fausto Azzi, e i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, saranno ricevuti dal ministro Federica Guidi per fare il punto della situazione in vista di un incontro successivo, probabilmente nel giro di qualche giorno e comunque entro il mese.
Dando modo così all’azienda di fare ulteriori valutazioni e di precisare le proprie intenzioni sia sulle dismissioni che sul forno elettrico. Ma della nuova acciaieria di parlerà già oggi al Mise, con l’azienda e i sindacati che riproporranno il tema del costo dell’energia.

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Aferpi porrà il tema come uno degli elementi determinanti per l’investimento nell’acciaieria. Dopo tanti annunci e impegni presi, saprà il governo costruire una strada che risponda alle esigenze non solo di Aferpi ma di tutto il polo industriale piombinese e in particolare di Magona Arcelor? Anche su questa difficoltà – cioè di trovare tecnicamente il modo di assecondare la richiesta di Piombino di un raffreddamento del costo dell’energia – poggia il rinvio dell’incontro del 20, che formalmente comunque si renderebbe impossibile per gli impegni presi dal neo ad di Aferpi, Fausto Azzi, chiamato in questi giorni a un viaggio in India per questioni legate ai contratti per l’approvvigionamento del semiprodotto.

Azzi poi sarà presto in Brasile, appuntamento importante per capire se il progetto di Issad Rebrab nello Stato del Parà (investimenti nell’agroalimentare, logistica e siderurgia, di cui ha già discusso con membri del Governo) ha un futuro, ed eventualmente in che tempi.
La questione avrà un effetto diretto sul piano delle dismissioni nella vecchia acciaieria. Nel progetto di Cevital in Brasile brasiliano infatti c’è l’ipotesi di trasferire in quel Paese altoforno e colate continue. Se l’ipotesi diventerà un progetto concreto quegli impianti andranno smontati per essere spediti in Brasile, e cambierà quindi anche il piano per le demolizione nell’area. Un piano che peraltro anche nella prima uscita ufficiale, cioè l’incontro col sindaco Massimo Giuliani, l’azienda ha annunciato come ormai prossimo al via ma che appunto dovrà tener conto della sorte di quegli impianti.

Intanto la Fiom prepara la manifestazione nazionale del 21 in piazza Esedra e piazza del Popolo, a Roma, «per il contratto nazionale, la qualità del lavoro con la riduzione di orari e la nuova legge sugli appalti, l’estensione della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà, la riduzione dell’età pensionabile, un fisco giusto e uno Stato sociale che garantisca il diritto alla salute, alla scuola e alla formazione, un fisco giusto che riduca le tasse sul lavoro, combatta l’evasione fiscale e la corruzione, introduca una tassazione sui grandi patrimoni».
I bus partiranno da Piombino alle 4,30 (terminal di via Da Vinci) e alle 4,45 da Venturina, in zona Fieramostra.

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