La manifestazione
Post contro il sindaco «Non fu diffamazione»
Giada Venturini fu querelata da Ferrari per una frase scritta su Facebook Il Gip archivia e lei attacca: «Per me il Comune ha speso 2537 euro in avvocati»
PORTOFERRAIO. Ha aspettato che la vicenda giudiziaria e personale si esaurisse per potersi sfogare. Lei è Giada Venturini, giovane portoferraiese e militante del gruppo civico Cambiare in Comune. E, da circa un anno, la prima cittadina portoferraiese ad esser stata querelata dal sindaco per una presunta offesa scritta su Facebook. Offesa che, è storia di questi giorni, il Tribunale di Livorno non ha ritenuto tale, visto che ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal Pm nonostante l’atto di opposizione alla stessa archiviazione presentato dal sindaco Mario Ferrari.
«Finalmente dopo nove mesi questa mia disavventura si chiude qui, con la mia duplice vittoria – racconta Giada Venturini – ci tengo però a dire che questo episodio mi ha fatto sicuramente riflettere. Mi resta solo una domanda da porre come cittadina: ma questi 2.537,60 euro impegnati dal Comune di Portoferraio per sostenere la causa penale nei miei confronti, non potevano essere spesi per qualcosa di utile?».
Ma partiamo dall’inizio o, in altre parole, dalla pietra dello scandalo. Il 13 novembre di un anno fa Giada Venturini, che nella primavera 2014 è stata candidata consigliera nella lista civica Cambiare in Comune, si lascia andare a un commento politico molto duro nei confronti del sindaco di Portoferraio Mario Ferrari. Lo fa scrivendo un post su Facebook: «Mario mi ha fregata perché credevo molto in lui come persona rispettosa – si legge in un estratto del post Facebook – ma invece, o si droga pesantemente e il primo progetto sarà una piantagione a Montecristo, o non ha un carattere decisivo e ci gestisce qualcun altro, oppure è veramente tutto l'opposto della bella persona che pensavo fosse». Una critica dura che, evidentemente, per Ferrari e i suoi collaboratori equivale a una diffamazione. Tanto che il Comune dà incarico pochi mesi più tardi a un avvocato e querela la cittadina: mai era accaduto che un’amministrazione rispondesse per vie legali a un post via Facebook.
«Il 15 giugno scorso mi viene notificato dal Tribunale di Livorno l’atto di opposizione all’archiviazione per una querela del 12 febbraio 2015, giorno in cui Mario Ferrari mi denuncia per diffamazione – racconta Giada Venturini – il motivo scatenante è un mio post pubblicato il 13 novembre 2014 sul mio profilo Facebook. Accusata di aver scritto “frasi offensive della persona del querelante e dell’organo istituzionale di sindaco di cui ricopre la carica, e di aver usato termini definiti pesantemente negativi nei confronti del carattere dell’architetto Mario Ferrari”. L’atto di denuncia termina con la richiesta di punizione, nonché la condanna al risarcimento dei danni morali e materiali pari a 2.000 euro, da parte del querelante Mario Ferrari, del sindaco e della giunta». Le accuse nei confronti di Giada Venturini vengono archiviate il 7 maggio 2015 dal giudice delle indagini preliminari di Livorno che le definisce «critica politica». «Ma a questo punto – rincara la dose Giada Venturini – il sindaco e la giunta ci tenevano particolarmente a punirmi, ed ecco perché ricevo l'atto di opposizione all'archiviazione. Scopro così cosa mi stava succedendo, ormai da mesi a mia insaputa: il 25 settembre 2015 avrei avuto la mia prima udienza. A questo punto avevo bisogno di un avvocato e di tanta, tantissima calma». La vicenda si chiude in via definitiva il 7 novembre scorso, quando il Gip di Livorno dichiarando che «le frasi censurate non superano i limiti del diritto di critica e dispone nuovamente e definitivamente, l’archiviazione del procedimento penale per infondatezza della notizia di reato».
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