Il Tirreno

Sanità, Bulgaresi difende l'autonomia e non l'isolamento

Anna Bulgaresi
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Anna Bulgaresi

Il presidente della Conferenza dei sindaci: «Un conto è utilizzare alcuni medici in rete, un altro è dividere i soldi con Piombino e Cecina»

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PORTOFERRAIO. "La soddisfazione che è emersa alla fine dell’incontro con l’assessore alla sanità Saccardi è scaturita dalla sensazione che abbia capito quali sono i problemi della sanità elbana e che ci sia stata un’apertura seppur verbale. La questione della scuola per infermieri ad esempio è legata a un percorso da attivare con le università: ovviamente tutti sappiamo che tale professionalità passa da un percorso universitario e non si tratta di un semplice corso specialistico". E' quanto afferma il presidente della Conferenza dei sindaci Anna Bulgaresi, che precisa il suo punto di vista sulla sanità .

"Per quanto riguarda le richieste della Conferenza dei sindaci il punto cruciale da affrontare in questo momento è quello di essere inseriti nella legge regionale sanitaria, in via di revisione in questi giorni, con un apposito paragrafo che certifichi la specificità dell’Elba. La richiesta di una zona distretto Arcipelago toscano è la sostanziale differenza tra le richieste della Conferenza dei sindaci e la linea Ferrari: un conto è sapere che dovremmo utilizzare alcuni medici in rete con altri ospedali e un conto è far utilizzare i soldi destinati alla nostra isola a tutta la zona distretto ipotizzata dall’altro documento, cioè spartendo i soldi con Piombino e Cecina".

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"Forse non tutti sanno che nella proposta di legge regionale il nodo cruciale è proprio quello delle zone distretto alle quali verrà assegnato un budget da utilizzare per il funzionamento di tutta l’attività sanitaria e sociale del territorio compreso nel distretto - aggiunge Bulgaresi - La nostra prima battaglia deve essere questa: non isolamento, come paventato da qualcuno, ma autonomia di risorse. Dopo questo passaggio con l’assessore sarà la volta della Conferemza provinciale della sanità, il 18 novembre prossimo a Piombino, dove i sindaci dell’Elba porteranno le osservazioni alla legge 28, presentate all’assessore, sotto forma di delibera approvata dalle giunte di ogni Comune. Nell’incontro con la Saccardi nessuna firma era prevista, solo la consegna ufficiale di atti e richieste approvate dalla Conferenza dei sindaci dell’Elba e ribadisco che, al di fuori di tali atti, nessun altro documento è stato ufficialmente consegnato all’assessore. Sono percorsi tecnici e politici che vanno compresi prima di giudicare il lavoro svolto. Mi spiace che una parte dei comitati sia rimasto deluso ma adesso dovremmo avere una voce sola nell’affermare che la zona distretto Elba Cecina Piombino sarebbe, in questo momento di riorganizzazione aziendale, un suicidio. La battaglia è solo all’inizio perché il percorso per l’individuazione delle zone distretto è ancora lungo e, come sempre abbiamo fatto, troveremo il modo anche “rumoroso” per portare avanti le nostre richieste. Un conto è fare rete operativa con altri presidi ospedalieri, un conto è spartire i soldi dell’Elba con gli altri ospedali come di fatto è stato fatto fino ad oggi con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti".

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