La manifestazione
«Per la ex Lucchini non c’è più tempo da perdere»
PIOMBINO. «La vicenda Aferpiè a un punto di non ritorno». Il giudizio è del Movimento Cinque stelle che oggi aderisce al presidio davanti alla portineria centrale. «Aferpi non è né un demone da...
PIOMBINO. «La vicenda Aferpiè a un punto di non ritorno». Il giudizio è del Movimento Cinque stelle che oggi aderisce al presidio davanti alla portineria centrale. «Aferpi non è né un demone da scacciare, né un'associazione filantropica, ma un'impresa che ha legittimamente acquistato. Quindi, valuta il proprio investimento in base alla capacità di produrre profitto ed al tempo di rientro dell'investimento stesso. Ad oggi - aggiunge - l'unico investimento fatto risultano essere i 5 milioni per i rami di azienda, dal quale si può rientrare vendendo parte degli impianti ancora funzionanti e non più necessari al nuovo assetto. Logico pensare che l'azienda trovi più conveniente attendere gli sviluppi, anche in terra algerina, prima di avviare gli investimenti. Dall'altra parte - prosegue il Movimento - invece c'è un territorio che di aspettare non se lo può più permettere. Le prime domande alle quali vorremmo dare una risposta sono queste: sarà in grado Aferpi di realizzare gli impegni presi al Mise nei tempi previsti? Il settore siderurgico, che è la prima fonte occupazionale, è prioritario rispetto a logistica ed agroalimentare? Qualora Aferpi non fosse in grado di portare a termine gli impegni, la città sarà in grado di costruirsi sviluppi alternativi? Ad ora l'unica leva contrattuale rimasta nelle mani della politica sono le concessioni portuali che Aferpi chiede per 50 anni. Concedere gli spazi per un periodo così lungo senza garanzie concrete rappresenta un suicidio. La concessione iniziale non può superare 5 anni, al termine dei quali verrà fatta una valutazione serena dello stato di attuazione del piano industriale, delle prospettive occupazionali e del rispetto dei parametri ambientali per eventuali nuove attività, come la produzione di Biodiesel. Chiediamo - chiude - per tutti i dipendenti Aferpi e Lucchini l'immediata liquidazione del Tfr e di tutti i crediti. Ed infine, che il governo consideri come prioritario il reperimento dei fondi per la 398».
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