Il Tirreno

«Sgomento, dolore, paura E l’idea d’essere stati fortunati»

«Sgomento, dolore, paura E l’idea d’essere stati fortunati»

Il racconto di Flavia Malotti, la ristoratrice piombinese in vacanza a Parigi con la famiglia Per poco, non hanno raggiunto lo stadio per assistere all’amichevole tra Francia e Germania

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Chi per vacanza, chi per lavoro. Sono decine i piombinesi o cittadini della zona che venerdì si trovavano a Parigi. Dopo i primi momenti di confusione e di grande difficoltà a capire cosa stesse accadendo, è stata la corsa a tranquillizzare i familiari. Con i social che hanno svolto un ruolo importante.

Tra i piombinesi, anche i titolari del ristorante «Il Boccon divino», Flavia Malotti e Walter Demi, i figli Giulio, Cristiano e Virginia col fidanzato Manuel Filippini.

Erano partiti martedì dall’aeroporto di Pisa. E lì, salvo imprevisti, atterreranno lunedì. «Ormai ci separa poco tempo e abbiamo deciso di non anticipare il rientro. Anche perchè l’aeroporto di Beauvais dista un po’ di chilometri e preferiamo non muoverci troppo, per il momento», spiega Flavia al telefono dalla sua stanza di albergo a Pigalle.

«Viaggiamo raramente e per i 25 anni di matrimonio abbiamo pensato ad una vacanza con la famiglia al completo. Una vacanza che di sicuro resterà indimenticabile», prosegue il racconto dall’albergo. Ad un paio di chilometri da Les Halles, teatro di uno degli attentati.

La famiglia Demi ha capito cosa stava accadendo mentre si trovava agli Champs Elisées. E’ stato Giulio, più avanti rispetto agli altri, a sentire gente che urlava perchè aveva appreso in qualche modo le prime notizie.

«Dopo una giornata a Versailles, eravamo appena arrivati agli Champs Elisées. Giusto fuori dalla metropolitana abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi che entravano correndo. Walter ha pensato che andassero allo stadio per l’amichevole Francia Germania. Allora - prosegue Flavia - Cristiano ha proposto di unirsi. Per alcuni attimi abbiamo provato a cercare anche i biglietti, poi abbiamo deciso di non spendere altri soldi in una partita. E questa è stata una fortuna».

Da lì a breve, in poche ore, tutto si è trasformato. Nel percorso in metropolitana per rientrare, la percezione del dramma si è fatta spazio con sempre maggiore forza, scandita dalle sirene e dal via vai dei mezzi di soccorso e della polizia. Rientrati in albergo è iniziata la ricerca di notizie. L’ascolto in diretta di quanto stava succedendo. E il bilancio sempre più grave delle vittime.

«Prima, però, abbiamo parlato con mia madre e mia suocera che stavano chiaramente in grande pena per quello che vedevano in tv. Dall’albergo - aggiunge - ho provato a parlare con l’ambasciata ma c’era una voce registrata che annunciava la chiusura degli uffici. Allora ho cercato contattare la Farnesina che si è mostrata molto efficiente. Ci hanno invitato a non uscire e, comunque, ad evitare luoghi affollati. Mi sono registrata e ho fornito il numero di cellulare. Perchè, ci hanno spiegato, in caso di evacuazione ci avrebbero avvertito».

«In questo momento - conclude Flavia Malotti - passa un unico messaggio misto tra sgomento, paura, tristezza e dolore. Ora cerchiamo di capire meglio come rientrare. Speriamo proprio di poterlo fare lunedì. Nel frattempo,le tante testimonianze di affetto che ci sono arrivate, c’hanno scaldato il cuore».(v.p.)

Altri servizi da pag. 2 a pag. 10

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa