Sicurezza
La Provincia ferma il ripascimento
Stop all’autorizzazione al Consorzio di bonifica dopo il caso della montagna di terra nera stoccata sulla spiaggia di Marina di Campo
MARINA DI CAMPO. La Provincia ha sospeso, a partire da venerdì 13, l’autorizzazione rilasciata al Consorzio di Bonifica 5 - Toscana Costa, per gli interventi relativi al ripascimento della spiaggia di Marina di Campo con l’utilizzo di sabbie provenienti dal Fosso Bovalico. La decisione è stata presa dopo lo scarico sulla spiaggia di Marina di Campo di una montagna di terra nera, già completamente rimossa nelle scorse ore in seguito alle tante proteste, alla segnalazione di Legambiente e all’intervento della giunta campese. «Si tratta di materiale inidoneo e non corrispondente a quello preventivamente autorizzato», fanno sapere dalla Provincia.
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«La determina dirigenziale numero 355 del 4/12/2014, successivamente prorogata, prevedeva l'autorizzazione allo sversamento di circa 4mila metri cubi di sole sabbie provenienti dal fosso Bovalico, così come era stato dichiarato nel progetto redatto dal Consorzio e nelle analisi preventive fatte sui sedimenti per verificarne la compatibilità con quelle dell'arenile oggetto dell'intervento – scrive la Provincia in una nota diffusa nella giornata di venerdì 13 – il progetto, infatti, prevedeva l’escavo del fosso, la vagliatura dei materiali indesiderati, il versamento delle sabbie sull'arenile e il conferimento in discarica dei materiali non utili». Procedure che, evidentemente, non sono state rispettate, dal momento che sulla spiaggia di Marina di Campo è comparso un cumulo di terra nera.
«L'autorizzazione della Provincia si basava sugli esiti dell'apposita conferenza dei servizi, convocata dal Consorzio per l’esame del progetto da parte degli enti interessati, per il quale aveva ricevuto il parere favorevole della Provincia, del Comune, dell'Arpat, della Capitaneria di Portoferraio e della Soprintendenza di Pisa – ricapitolano dall’ente provinciale – in questo senso, l'autorizzazione dell'amministrazione provinciale è perfettamente coerente con il progetto presentato (incluse le analisi preventive sui sedimenti proprio per la loro compatibilità), con gli esiti della conferenza dei servizi e con il regolamento provinciale per la gestione di tali procedimenti».
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L'utilizzo di materiali non idonei alle operazioni di ripascimento autorizzate, in quanto fuori dai parametri previsti, ha indotto il dirigente dell'unità di servizio "Difesa e protezione del territorio" della Provincia, Enrico Bartoletti, a sospendere l'autorizzazione, a partire dalle ore 13 di ieri, ordinando allo stesso tempo al Consorzio di Bonifica l'immediata rimozione del materiale e il ripristino dell'arenile entro le 13 di oggi. In realtà il materiale è già stato rimosso dall’arenile, dopo le tante proteste che si so no sollevate nella giornata di giovedì. «Al Consorzio – chiude la Provincia nella sua nota diramata ieri – saranno applicate le sanzioni amministrative previste dalla legge».
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