Sicurezza
Un centro di formazione per gli infermieri elbani
L’annuncio della Saccardi: «Così sarà più facile reperire personale» Ma c’è chiusura sulla richiesta dei sindaci dell’elisoccorso permanente
PORTOFERRAIO. «Legittime le richieste di non impoverire il presidio ospedaliero e di avere particolare attenzione per un territorio che ha difficoltà di collegamento con la terraferma».
L’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi ieri è stata in visita all’Elba ed ha preso atto delle difficoltà di chi vive su un’isola, che del resto aveva già vissuto di persona durante la visita programmata precedentemente poi annullata a causa del maltempo che ha impedito ai traghetti di viaggiare.
«L’attenzione è per la specificità di un’area - ha spiegato Stefania Saccardi - ed ora c’è l’impegno a tenere aperto un tavolo per risolvere le questioni più urgenti». Tra queste prima di tutte quelle del personale e della sua presenza sul territorio, con una novità importante per l’Elba: «Abbiamo pensato di fare formazione sull’Elba per infermieri e OSS – ha annunciato – in modo da reclutare in loco il personale».
La Regione investirà risorse in questo senso, oltre ad assicurare la presenza del personale adeguato per lo svolgimento dei servizi che ci sono e a monitorare gli investimenti che ci sembrano più urgenti sotto il profilo strutturale come l’allargamento del pronto soccorso e lo spostamento della camera iperbarica. Resta invece sospesa la richiesta dei sindaci di avere una base di elisoccorso sull’Elba.
«In Toscana abbiamo un buon servizio di elisoccorso – ha spiegato l’assessore – mi pare che su questa richieste dei sindaci sia necessario riflettere un po’ di più. Spendiamo già oltre 16 milioni di euro sul servizio di elicotteri, serve comunque tempo per stabilizzare un paziente prima di metterlo sull’elicottero e non mi pare che questa sia la soluzione di tutti i mali del’Elba». C’è comunque la base di partenza su cui lavorare in accordo con la conferenza dei sindaci indipendentemente dal fatto che l’ospedale di Portoferraio debba essere considerato un presidio autonomo o in rete con altri.
«Credo che oggi lavorare insieme sia una ricchezza per tutti perché l’isolamento non è mai una soluzione i un momento in cui bisogna trovare le soluzioni nella collaborazione e nel lavorare in rete. Le risorse sono quelle che sono e i bisogni crescono quindi bisogna aver attenzione a garantire i servizi sul territorio piuttosto che i principi». Il concetto di fare rete viene quindi riconsiderato anche se da un diverso punto di vista. «Il concetto rete usato in un modo o nell’altro fa la differenza – ha spiegato Anna Bulgaresi, presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità – Fondamentale è che il distretto Elba non si tocchi. Per il resto noi mai ci rifiuteremo di usufruire di un medico che arriva da Cecina piuttosto che da Piombino non è quello il punto. Il problema non è la rete dei servizi, ma quella amministrativa e che noi siamo uno tra tre ospedali. Questo è diverso ma penso che l’assessore abbia capito quali sono le nostre necessità, cosa vuol, dire avere un ospedale all’Elba e aver fatto investimenti in servizi che non devono tornare indietro. I caso contrario glielo abbiamo detto, siamo disposti a tornare sul tetto. Ovvio che anche noi sindaci dovremo fare rete e se ci sarà la possibilità di fare formazione dovremo trovare soluzioni per fare restare queste persine, mettendo a disposizione situazioni di ospitalità o di affitti convenzionati non investendo di tutto Portoferraio». Sindaci unanimi, quindi, nel confermare questo nuovo clima di collaborazione, che Portoferraio ha voluto sottolineare con una lettera indirizzata a Stefania Saccardi. In cui il sindaco chiede «un ospedale che al di là delle classificazioni conservi le caratteristiche di un ospedale di base con un suo pronto soccorso, adeguatamente ristrutturato, con un reparto medico chirurgico che non sia in carenza di organico, con una pediatria un’ostetricia e una ginecologia che siano in grado di far fronte alle sì esigenze dei cittadini, con un punto nascite che, riorganizzato e ristrutturato, deve continuare ad esistere».
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