Sicurezza
Tra avvoltoi, gufi e... Marchesi del Grillo
Il commento. Toni troppo alti in una vicenda che sta diventando grottesca
PIOMBINO. Comincia a diventare grottesca la polemica sul sindaco Giuliani e sull’incarico alla moglie. Ora il capogruppo regionale di Fdi arriva addirittura a chiederne le dimissioni e a invocare l’intervento della Corte dei conti per danno erariale.
Così, senza aspettare neanche una minima valutazione da parte di quella magistratura che il suo stesso consigliere comunale Ferrari ha già sollecitato.
Ma soprattutto si continuano a usare con leggerezza termini forti, che vanno ben oltre la schermaglia politica e colpiscono la persona. Ad alzare i toni del resto era stato per primo Ferrari, usando l’aggettivo «vergognoso» ancorché riferito all’aspetto politico di questa vicenda, ovvero a quel conflitto di interessi da lui denunciato ma ancora tutto da dimostrare.
Poi però era stata la volta dei vertici Pd, con i segretari federale Fabiani e dell’unione comunale Rosalba che avevano peggiorato le cose definendo «inqualificabile» l’iniziativa di Ferrari.
Inqualificabile? Ferrari aveva tutto il diritto, e anche il dovere, di vigilare sull’operato dell’amministrazione comunale. Si può discutere sui modi, ma solo su quelli. E’ un principio democratico basilare che il Pd piombinese evidentemente sembra riconoscere solo quando fa comodo, magari quando il conflitto di interessi riguarda(va) Berlusconi.
In questo senso le dichiarazioni più composte sono state quelle dei Cinque stelle e dello stesso sindaco, che ha fornito una spiegazione e si è messo a disposizione della magistratura. E non sono formalismi. O meglio, è quella forma che diventa sostanza.
A questo punto la cosa migliore è attendere che la Procura decida cosa fare di quell’esposto. Nell’attesa, per una volta saremmo tutti felici se tacessero gli avvoltoi, i gufi e, insieme a tutto il pennutame, anche i marchesi del Grillo.
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