Il Tirreno

«L’Europa ripristini gli aiuti sul pomodoro»

«L’Europa ripristini gli aiuti sul pomodoro»

Intervista a Pasquale Petti, ad dell’omonimo gruppo che colleziona riconoscimenti internazionali

3 MINUTI DI LETTURA





VENTURINA. Al prestigioso riconoscimento ricevuto in Italia (“Eletto prodotto dell’Anno 2015” nella categorie “conserve di pomodoro”), si aggiunge anche un premio in Germania. Tutti riconoscimenti che valorizzano la genuinità e la provenienza dell’intera linea Petti-Il pomodoro al centro, prodotta nello stabilimento di Venturina con solo pomodoro toscano, e che sono garanzia di qualità per i consumatori. E proprio i consumatori italiani sono stati scossi da un servizio televisivo di Nadia Toffa per le “Iene”, sulla pasta di pomodoro importata dalla Cina in Italia. Ne abbiamo parlato con Pasquale Petti, ad del Gruppo Petti.

Qual è la vostra posizione? «È stata fatta molta confusione circa l’industria di trasformazione del pomodoro. Bisogna ribadire con forza che pelati, polpe, passate, datterini o pomodorini sono prodotti e confezionati in Italia per il mercato italiano, direttamente da pomodoro fresco e con materia prima garantita 100% italiana. Nel nostro caso con pomodoro seminato, coltivato, raccolto e lavorato in Toscana. L’unico pomodoro che può essere importato dalla Cina da aziende che lo trasformano in prodotti destinati all’esportazione è il concentrato di pomodoro in fusti asettici».

Che tipo di controlli ci sono su importazioni e tracciabilità dei prodotti?

«Le nostre dogane sono molto scrupolose. Prelievi di campioni vengono fatti con frequenza nei porti di scarico, quando la merce è ancora in banchina. Ogni produttore è inoltre tenuto a richiedere al venditore le analisi della merce acquistata e a effettuare ulteriori controlli attraverso laboratori italiani specializzati e riconosciuti dalle Stazioni sperimentali di Parma e Angri. Senza dimenticare che i Nas dei carabinieri sono molto attivi negli stabilimenti durante le produzioni. È bene precisare che alcune aziende italiane sono state costrette ad acquistare concentrato dalla Cina per restare competitive sui mercati esteri, dove la concorrenza degli altri paesi europei, come Spagna o Grecia che producono il concentrato a prezzi più concorrenziali, è spietata».

Come mai le aziende italiane hanno perso competitività nel mercato internazionale? Cosa succede nel mercato italiano?

«L’Italia ha perso competitività nel 2010, quando la Comunità europea ha cancellato l’aiuto sul pomodoro fresco concesso agli agricoltori. Questi ultimi hanno preteso dalle industrie di trasformazione il pagamento del prezzo pieno del pomodoro fresco, includendo anche il valore del precedente aiuto comunitario. Noi industriali abbiamo visto aumentare il costo della materia prima al doppio del prezzo d’acquisto pagato fino a prima del 2010. Non solo: tale aumento non è stato compensato da un aumento dei prezzi d’acquisto della grande distribuzione. In più, l’introduzione nel 2012 dell’articolo 62 ha peggiorato la situazione, obbligando le industrie a pagare il pomodoro fresco agli agricoltori a 30 giorni dalla consegna. La gdo italiana ed europea però continua a pagare la merce consegnata dalle industrie a 60 giorni dopo la fatturazione e solo dopo l’effettiva consegna ai supermercati».

Cosa prevede nel futuro?

«Tutti noi industriali del settore alimentare dovremmo batterci affinché la Comunità europea possa reintegrare l’aiuto sul pomodoro, per consentire alle aziende italiane di tornare a essere competitive sul mercato internazionale senza costringerle a comprare materia prima semilavorata, per poi rivenderla all’esterno della Comunità Europea. L’unico modo per proteggere i prodotti italiani di qualità è puntare sull’affermazione del proprio marchio e offrire ai consumatori prodotti innovativi, biologici, con nuove ricettazioni, certificazioni come quella VeganOk, e soprattutto garantendo la provenienza geografica della materia prima utilizzata per la produzione. Esattamente quello che ha fatto negli ultimi 3 anni il nostro gruppo».

Annalisa Mastellone

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web