Il Tirreno

Fdi attacca a testa bassa, Giuliani replica

Fdi attacca a testa bassa, Giuliani replica

«Non conosce le norme» dice a proposito di Donzelli che in Regione chiede dimissioni e segnalazione alla Corte dei conti

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PIOMBINO. Il caso è finito anche in Regione. E anzi, secondo il consigliere Giovanni Donzelli, che ha chiesto le dimissioni del sindaco Massimo Giuliani, dovrebbe occuparsene pure la Corte dei conti. Al capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, che parla di «vergognoso favoritismo familistico», e allo stesso consigliere comunale Francesco Ferrari, replica il sindaco Giuliani, che entra nel merito della vicenda relativa alla moglie ripetendo di non aver «nulla da temere».

«Vergognoso favoritismo familistico». Partiamo dall’interrogazione di Donzelli: «Il sindaco di Piombino ha utilizzato gli strumenti pubblici per favorire sua moglie. Del caso si occuperà la magistratura, ma noi non ci stancheremo di denunciare politicamente casi come questo: si tratta di un vergognoso favoritismo familistico che non può che portare alle dimissioni del sindaco Giuliani». Il capogruppo di Fdi dunque rilancia con forza il caso sollevato dall’esposto depositato in Procura dal consigliere comunale Ferrari. E nell’interrogazione Donzelli chiede alla Regione di segnalare la vicenda alla Corte dei conti per danno erariale: «Ringrazio Ferrari - dice Donzelli - per aver sollevato la questione su una vicenda alla quale nel 2014 dette il via libera insieme a tutta la giunta comunale l’attuale sindaco Massimo Giuliani. Si trattava dell’affidamento della sorveglianza balneare al Consorzio balneare Costa Est, per una cifra complessiva di 106mila euro e che indicava espressamente il nome della moglie di Giuliani per il coordinamento. Moglie che tra l’altro avrebbe ricoperto lo stesso ruolo anche per il 2015».

«Il Pd non rispetta le istituzioni». «E’ surreale - aggiunge Donzelli - come il Partito democratico, anziché censurare l’azione e utilizzare il consiglio comunale come strumento di controllo, difenda il sindaco parlando di “attacco sul piano familiare e personale”, come se l’affidamento al consorzio effettuato dalla moglie di Giuliani lo avesse deciso chi ha denunciato il fatto. Siamo stufi di assistere all’azione di amministrazioni che, anziché pensare all’interesse collettivo, si occupano di accontentare amici e parenti. Il Pd dimostra ancora una volta di non avere alcun rispetto per le istituzioni».

«Donzelli non conosce le norme istituzionali». «ll consigliere regionale Donzelli - commenta il sindaco Giuliani - ha cercato di dare un’eco all’iniziativa assunta in sede locale dal capogruppo in consiglio comunale del suo stesso partito, Francesco Ferrari, che nei giorni scorsi ha inviato alla Procura un esposto per segnalare presunti favoritismi di cui mi sarei reso responsabile a vantaggio di mia moglie, Larysa Belinska. Lo scopo, del resto palesemente dichiarato dallo stesso Ferrari, ci appare squisitamente politico, tanto che lo stesso appare indifferente all’eventuale seguito che la magistratura darà alla sua segnalazione. Per quanto riguarda l’interpellanza presentata da Donzelli, dove non solo si ribadisce la richiesta di nostre dimissioni, ma si tira in ballo la Regione che dovrebbe anche attivare la Corte dei conti per un presunto danno erariale, siamo ugualmente sereni nel merito, ma ci troviamo costretti a rilevare altresì come questo insieme di cose denuncino sia una scarsa conoscenza di normative istituzionali, sia la strumentalizzazione politica di tutta la questione. La Regione è infatti un ente pubblico sovraordinato, ma la legge sugli enti locali stabilisce precise autonomie. Non si capisce, poi, perché la Regione dovrebbe intervenire sulla Corte dei conti (ente per se stesso super partes) per di più per un presunto danno erariale insussistente».

«No a un preventivo giudizio mediatico». «Da parte mia - ribadisce Giuliani - confermo la completa fiducia negli organi di giustizia, dichiarandomi pronto a fornire qualsiasi chiarimento richiesto. Non sono però disposto, per meri interessi politici, a sottopormi a un preventivo giudizio mediatico».

«Ecco come sono andate le cose». Quindi, nel merito della vicenda, Giuliani scrive che «il Comune di Piombino ha affidato nel 2010 il servizio di vigilanza balneare al Consorzio della Costa est, rilevando il personale, tra cui Larysa Belinska, della società privata (la Geomare), che lo aveva gestito negli anni precedenti. Per i primi tre anni, poiché l’Autorità marittima pretendeva l’indicazione in convenzione del responsabile del servizio, il ruolo è stato affidato a un funzionario della Confesercenti, organizzazione cui aderisce il Consorzio. Solo nel 2013 e nel 2014 Larysa Beliska è stata indicata in convenzione come coordinatore del servizio. Dal 2015 la Capitaneria di porto non ha infatti più ritenuto indispensabile l’indicazione del responsabile, civile e penale, del servizio. L’incarico affidato, pur essendo triennale, era ed è sottoposto comunque a un rinnovo annuale basato sull’efficienza e la professionalità dimostrata stagione per stagione».

«Il compenso annuale - prosegue Giuliani - è di circa diecimila euro (di tre volte inferiore a quello riportato dal dottor Ferrari). La procedura scelta per affidare il servizio al Consorzio balneari della Costa est è del tutto legittima, basata sull'articolo 57 del Codice degli appalti: “Procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara”. Il passaggio alla gestione diretta da parte degli operatori era d’altro canto stato da loro richiesto, per ridurre le spese che comportava la precedente gestione della Geomare, indirizzando le risorse al miglioramento del servizio stesso. Le delibere e l’affidamento sono suffragate da adeguate istruttorie e indagini di mercato».

«Nulla da temere». «Dal punto di vista delle procedure, dunque, non abbiamo nulla da temere - aggiunge Giuliani - poiché tutto è avvenuto nel rispetto della legalità. Strumentalmente il capogruppo di Fratelli d’Italia ha sollevato il problema della mia presenza in giunta, in qualità di assessore, alla votazione sulla convenzione con il Consorzio approvata nel 2014. Quella delibera, faccio osservare, è stata approvata all’unanimità, alla presenza di sette assessori più il sindaco. La mia presenza a quella seduta della giunta è stata, in concreto, del tutto ininfluente sul numero legale e sull’esito della successiva votazione. Se al dottor Ferrari interessa l’aspetto politico, non dovrebbe sfuggirgli questo elemento quando parla di “favoritismo disgustoso e gigantesca responsabilità”. Spero che si faccia carico delle sue responsabilità anche a conclusione dell’esito di questa vicenda, alla quale assisto con piena tranquillità, sia personale che come amministratore pubblico».

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