Il Tirreno

Aferpi, in arrivo la nomina del Cda

di Cristiano Lozito
Lo stabilimento visto dal porto (foto PaBar)
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Lo stabilimento visto dal porto (foto PaBar)

Piombino: Azzi già operativo come Ad. Firmato un contratto per procedere alla demolizione di una conduttura in cokeria

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PIOMBINO. E’ attesa in questa settimana la nomina del Consiglio di amministrazione di Aferpi che porterà all’ufficializzazione di Fausto Azzi come amministratore delegato. Decisione, quella assunta nei giorni scorsi dal presidente Issad Rebrab, che attende appunto solo di essere formalizzata, visto che Azzi sta già operando nel suo nuovo ruolo. E’ un clima positivo quello che si respira in Aferpi, così come viene descritto da fonti aziendali: il management che affianca Azzi è al lavoro per la redazione di un piano operativo per il quale il nuovo ad si era preso due settimane di tempo in modo da presentarlo al Mise nella riunione convocata il 20 novembre.

In quella sede si attende la conferma degli impegni presi in precedenza dall’azienda per bocca di Farid Tidjani, l’ex amministratore unico, su forno elettrico e dismissioni.Proprio sulla questione delle dismissioni – oggettivamente complicata da altre ipotesi che potrebbero cambiare il quadro complessivo, riguardando anche lo smontaggio dl alcuni impianti – filtra la notizia di un contratto firmato con la Bertocci per la demolizione di una grossa conduttura per il gas di cokeria. Un piccolo appalto, ma il segnale che qualcosa si muove.

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Intanto Rebrab, pur alle prese con le tensioni dovute ai rapporti conflittuali col Governo algerino, secondo fonti qualificate sta lavorando per un accordo che consenta di avere blumi di qualità a un prezzo che consenta di mantenere competitività. In questo senso sono in corso contatti con la Jsw di Sajan Jindal (l’azienda che ha conteso a Cevital l’acquisizione della ex Lucchini), che proprio di recente ha ottenuto l’omologazione del suo semiprodotto da parte delle Ferrovie italiane.

Rebrab potrebbe far tappa a Piombino nei prossimi giorni. Il sindacato infatti gli ha chiesto un incontro per conoscere direttamente i suoi piani per lo stabilimento piombinese, per gli altri progetti più volte annunciati per il territorio, e per capire le ragioni che hanno portato prima all’addio al direttore generale Adriano Zambon, e poi alla sostituzione di Farid Tidjani, l’uomo che ha seguito la vicenda Lucchini fin dall’inizio, con Fausto Azzi. Tutto ciò in attesa dell’appuntamento del Mise in cui Fim, Fiom e Uilm si attendono che vengano formalizzati gli impegni presi sui tempi per lo smantellamento della vecchia acciaieria e per l’ordine del forno elettrico.

Il sindacato nel frattempo è alle prese anche con altre questioni, quelle al centro della recente manifestazione livonrse (allungamento degli ammortizzatori sociali e costo dell’energia) e quelle legate alla trattativa sul contratto nazionale. La Fiom discuterà di contratto con i propri iscritti e i simpatizzanti domani alle 15 nel saloncino di via Roma, in preparazione della manifestazione del 21 a Roma.

A precedere l’incontro del Mise del 20, invece, è fissato per il 16 il consiglio di fabbrica Aferpi, con la partecipazione dei segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm.

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