Il Tirreno

Niente Pegaso, all’ospedale in motovedetta

Niente Pegaso, all’ospedale in motovedetta

La Capitaneria trasporta a Piombino un cinquantanovenne elbano colpito da un infarto durante la notte

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PORTOFERRAIO. Notte movimentata all’ospedale elbano, quella tra sabato e domenica. Un infartuato aveva bisogno di essere trasportato urgentemente in un ospedale del continente ma l’elisoccorso del 118 non poteva alzarsi a causa della fitta nebbia che impediva la visibilità. L’azienda ospedaliera quindi ha allertato la Capitaneria di porto e il trasporto è stato effettuato senza conseguenze per il paziente.

La vicenda inizia intorno alle 23, quando un elbano, cinquantanovenne di Porto Azzurro, si presenta al pronto soccorso elbano con i sintomi di un infarto.

A quel punto era fondamentale sottoporlo a coronarografia, per questo viene chiamato l’elisoccorso per il trasporto all’ospedale di Piombino. E qui iniziano i problemi.

Il Pegaso infatti non può volare a causa della fitta nebbia che impedisce la visibilità. Il paziente nel frattempo viene stabilizzato dallo staff medico portoferraiese, come sempre in quei casi che richiedono il trasferimento del paziente in emergenza, e viene quindi allertata la Capitaneria.

La motovedetta, CP 892, secondo quanto stabilito dal protocollo per il soccorso in mare sottoscritto dalla direzione marittima di Livorno e l’azienda sanitaria Asl 6 di Livorno ormai dal 2011, parte dal Molo Elba con a bordo il paziente, ventitre minuti dopo la mezzanotte e arrivata a Piombino alle 1 e 1 minuto. Trentotto minuti di navigazione, grazie anche alle buone condizioni del mare.

A bordo con il paziente anche una anestesista e un infermiere. La catena di emergenza termina all’ospedale di Piombino, dove l’uomo viene sottoposto agli esami del caso per individuare la giusta terapia. Il caso si risolve per il meglio e il cinquantanovenne si sta riprendendo.

In questo caso, impossibilitato il trasferimento con l’elicottero Pagaso del 118, si è quindi dimostrato determinante il trasporto via mare con la motovedetta della capitaneria, un’imbarcazione tra le più veloci in dotazione che in 35-40 minuti è in grado di raggiungere la costa piombinese. Le buone condizioni del mare ha fatto il resto.

Antonella Danesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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