Attenzione
Balneari: servono canoni equi
Piombino, un incontro in Regione per discutere del loro ruolo nello sviluppo economico costiero
PIOMBINO. Dopo la marcia indietro della Regione sull’aumento dei canoni demaniali marittimi, previsto nel bilancio 2016, che presentava un rialzo della tassa regionale dal 25% al 100%, oggi lunedì 9 novembre i balneari sono convocati in Regione per partecipare alla commissione istituzionale per la “Ripresa economico-sociale della Toscana costiera”, con l’obiettivo di creare politiche in grado di attrarre investimenti, e difendere e valorizzare le realtà già esistenti.
E partecipazione sembra proprio la parola d’ordine che insegue il settore: «Vorremmo che la tassa regionale venisse utilizzata per rifacimenti e interventi antierosione – spiega Fabrizio Lotti – E vorremmo partecipare a un tavolo che garantisca l’equità per tutti gli stabilimenti». L’aumento dei canoni del 100%, poi bloccato, era «un ritocco», secondo la Regione, che per addolcire la pillola parlava pochi giorni fa di poter contare su una legge che «avrebbe consentito di alzare l’imposta fino al 300%», permettendo di incassare 10,35 milioni di euro contro i 2 milioni e 750mila riscossi nel 2014. Un annuncio, quello presentato dalla Toscana circa venti giorni fa, che aveva provocato le polemiche del settore balneare, unico a dire il vero toccato da un aumento nell’ambito di un bilancio che non prevede rincari di sorta. Il dietrofront proclamato adesso dalla Regione soddisfa quindi la categoria che ha potuto puntare su due elementi precisi: un impedimento legislativo che avrebbe prevedibilmente innescato ricorsi ai tribunali amministrativi, e la disparità dei canoni demaniali.
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«Al tavolo regionale abbiamo fatto notare come nella Legge di stabilità sia vietato innalzare qualsiasi aliquota – afferma Fabrizio Lotti, proprietario del bagno La Capannina in Costa Est e presidente regionale Fiba – Inoltre, abbiamo sottolineato la mancanza di equità dei canoni demaniali. In questo senso siamo convinti dell’assurdità di un aumento della tassa regionale fin quando non sarà effettuato, e noi balneari lo chiediamo da anni, un riordino delle tariffe a livello nazionale».
Sul primo punto, è chiaro l’articolo 4 comma 14 della Legge di stabilità finanziaria 2016 del Governo: «Dall’entrata in vigore della presente legge – recita il testo – e fino al 31 dicembre 2016 è sospeso il potere delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi nonché delle addizionali a essi attribuiti con legge dello Stato». Sul secondo punto, la disparità dei canoni demaniali e la necessità di un riassetto a livello nazionale, precisa Lotti che «il principio di una riforma dei canoni non è sbagliato ma è assurdo un aumento lineare che non salvaguardia l’equità. Al momento, infatti, ci sono stabilimenti che, con un rialzo del genere, andrebbero in rovina, e altri che verrebbero appena sfiorati dall’aumento. Il tutto in ragione dell’esistenza di bagni che ad oggi pagano 100mila euro all’anno e altri appena 500 euro».
«Siamo perciò soddisfatti del dietrofront della Toscana – prosegue il presidente regionale della Fiba – e ringraziamo in particolare i consiglieri Gianni Anselmi, Leonardo Marras e Antonio Mazzeo che si sono interessati della questione e hanno sottolineato le nostre problematiche». Intanto i balneari toscani, con lo spettro della normativa europea Bolkestein e della relativa assegnazione delle concessioni attraverso bandi pubblici, guardano con soddisfazione all’esempio della Liguria, dove la Regione ha approvato nei giorni scorsi un ordine del giorno in cui si chiede al Governo di varare una nuova legge sulle concessioni balneari che conceda almeno 30 anni di regime transitorio per le imprese esistenti.
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