La manifestazione
«Refitting, entro l’anno chiusa la gara»
Il commissario resta altri sei mesi. Obiettivo dicembre anche per le concessioni degli spazi per la siderurgia ad Aferpi
PIOMBINO. Dal 2005 è all’Autorità portuale di Piombino. Prima come presidente, dopo il primo mandato è stato riconfermato nel 2009, da un po’ di tempo siede sulla stessa poltrona come commissario.
In un’Italia dove le proroghe sono la regola, anche il ruolo di Luciano Guerrieri viene allungato di sei mesi in sei mesi. Almeno finché non ci saranno le nomine reali o, in alternativa, quella riforma che ancora una volta è slittata, e anche in questo in Italia non siamo secondi a nessuno, a dopo la legge di stabilità.
Ma, pur con un mandato non pieno, l’Autorità portuale porta avanti numerosi fronti. Alcuni dei quali, queste almeno sono le intenzioni, dovrebbero esser chiusi entro l’anno: la gara per il refitting delle navi, le concessioni per Aferpi, il mandato per progettare la 398, compresa l’individuazione del nuovo tracciato del secondo lotto, quello che corre dentro alla vecchia fabbrica e che verrà modificato ora che gli impianti sono fermi.
Allora Guerrieri, solo la Cassa per il mezzogiorno ha avuto più proroghe di lei.
«In effetti adesso sono parecchie. E io sono il primo a dire che il regime delle proroghe ha senso solo se dura poco. Credo sia il momento che ci siano le nomine vere e proprie o che si vada alla riforma dei porti, che pure slitta ancora di qualche mese. Questo perché, anche se certo non stiamo fermi, per lavorare bene serve un mandato pieno».
Quali sono le partite da chiudere più in fretta?
«Entro l’anno faremo l’assegnazione per le demolizioni e il refitting delle navi. La gara è in corso, abbiamo nove offerte, chiuderemo in fretta. Fra poco, fra l’altro, finiranno i lavori iniziati a marzo del 2014 per le aree destinate a questa attività».
E con Aferpi a che punto siete?
«Anche con loro spero di chiudere entro dicembre. È in corso l’istruttoria per la valutazione delle concessioni per le aree demaniali marittime, che poi sono collegate a quelle di proprietà e a quelle demaniali del padule. Al momento stiamo parlando degli spazi che già aveva Lucchini, quindi quelli finalizzati alla siderurgia. Ma abbiamo concesso un’opzione per agroalimentare e logistica. È una partita molto sentita in città, sono certo che con Issad Rebrab e la nuova direzione aziendale (Fausto Azzi, ndr) stringeremo in tempi brevi».
Una partita decisiva è quella della 398.
«È la priorità, lo diciamo da tempo. Ci sono impegni precisi presi con Roma e aspettiamo di vederci con il ministero attorno a un tavolo dedicato all’argomento. Mancano ancora i soldi per l’opera, ma noi siamo comunque disponibili a occuparci della progettazione, finanziandola al 100 per cento, e anche a fare da stazione appaltante. Al tempo stesso con Aferpi e il Comune stiamo iniziando a studiare il possibile nuovo percorso del secondo lotto, all’interno della fabbrica. Sarà meno complicato rispetto a quello originario. Anche questo è un aspetto da chiudere entro dicembre».
Gli altri lavori sul porto a che punto sono?
«In questi giorni abbiamo affidato a Sales e Cmc, che avevano fatto la prima parte, il completamento dell’allungamento del molo foraneo. Sarà portato a 430 metri complessivi. E si sta chiudendo la gara per realizzare altri trecento metri di banchina e 700mila metri quadri di dragaggio. Sono 25 milioni, venti dal Cipe e cinque nostri. Sono le aree destinate all’insediamento di General Electric, con cui siamo in trattativa avanzata. Infine lavoriamo alle bonifiche dei carbonili, che saranno demoliti per destinare gli spazi ad altre attività».
Resta l’Elba, cosa avete in programma?
«Abbiamo mandato da poco al consiglio superiore dei lavori pubblici l’adeguamento tecnico del porto di Rio Marina e stiamo per partire per una serie di lavori alla viabilità del porto di Portoferraio, per agevolare il carico e lo scarico delle auto dei traghetti. Risolveranno molti problemi di traffico nei giorni di punta».
Ma le compagnie non sono mai contente...
«L’ho detto anche al convegno a Portoferraio di venerdì: gli spazi sono questi, non ne abbiamo altri. In estate c’è una partenza ogni otto minuti. Piombino, grazie ai traghetti, fa circa 25mila navi all’anno, il doppio di Genova. Se vogliono allargare l’offerta lo facciano all’inizio e alla fine della giornata, le fasce centrali sono ormai sature».
@guifiorini
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