Aferpi, situazione preoccupante
«Sull’industria siderurgica I fatti smentiscono i proclami del Pd»
LIVORNO. Forza Italia è preoccupata dalla situazione di stallo di Aferpi. Maristella Bottino, coordinatrice provinciale del partito, ricorda come sia «passato ormai un anno dal trionfale e roboante annuncio del premier Renzi, dopo la firma dell’intesa Lucchini-Cevital a Palazzo Chigi, che determinava l’acquisizione della fabbrica piombinese da parte del gruppo algerino. In quell’occasione Renzi e tutto il Pd, come nel solito stile populistico, sottolineava come Piombino fosse un pezzo del futuro dell’Italia e l’apertura a un investimento straniero potesse essere un motivo di orgoglio. Il premier concludeva assicurando che il governo italiano sarebbe stato al fianco delle imprese e della Cevital, come lo sarebbero stati il Comune di Piombino e la Regione».
A distanza di tempo però, è la riflessione di Bottino, «come spesso accade nella dialettica renziana, quelle affermazioni si rilevano purtroppo assai demagogiche. Il cronoprogramma della Cevital sul rilancio dell’acciaio piombinese, fin dall’inizio non chiarissimo, è fortemente in ritardo e in realtà nulla è stato davvero deciso sul rilancio del gruppo siderurgico, né il percorso delle bonifiche né l’acquisto di un forno elettrico necessario per far ripartire l’area a caldo».
Quindi il riferimento a come, «in un contesto di totale incertezza, laddove rimbalzano dall’Algeria notizie tutt’altro che tranquillizzanti sulla richiesta delle autorità algerine di sospensione dell’accordo preliminare Cevital-Lucchini, emergono il rumoroso silenzio del premier (tipico il suo tenersi alla larga mediatica dalle aree di crisi) e le assai timide rassicurazioni dei notabili del Pd locale e regionale, i medesimi che avevano fatto proprio il trionfo sulla presunta rinascita del polo siderurgico».
«In realtà – sostiene la coordinatrice provinciale di Forza Italia – la difficilissima crisi della fabbrica piombinese (legata anche a complessi fenomeni congiunturali internazionali) è espressione di quella di un intero territorio in cui la disoccupazione giovanile, la criminalità crescente, il ridimensionamento della sanità locale, l’assenza di infrastrutture che possano liberare la città dall’isolamento territoriale, la mancanza di un’idea di sviluppo in alternativa all’industria dell’acciaio, altro non sono che il frutto di una sempiterna politica di una Sinistra, oggi Pd, che ha governato questa comunità con piglio autoritaristico, ma con i risultati negativi che sono sotto gli occhi di tutti».
«Oggi più di ieri – conclude Bottino – a fronte di una classe dirigente del Pd assolutamente non all’altezza della situazione, si rende necessario pensare a un’alternativa di governo di un territorio che porti un contributo di idee di sviluppo nuovo, che possa proiettare Piombino e il suo indotto fuori da una profonda crisi di cui, al momento, non si vede soluzione».
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