Trasporti
«La tempesta è passata e il Comune è al riparo»
La gioia del sindaco Simoni dopo l’ok della Corte dei Conti al piano di riequilibrio Dopo tre anni la giunta esce dalle sabbie mobili del disavanzo da 2 milioni di euro
PORTO AZZURRO. «Sono salito sulla nave in un mare in tempesta. Ora, dopo tre anni, questo Comune è finalmente al riparo». Luca Simoni, sindaco di Porto Azzurro, non riesce a nascondere la soddisfazione. Dopo tre anni di sacrifici, colpi di scena e momenti difficili, il rischio di commissariamento a seguito del disavanzo da circa due milioni di euro, relativo al bilancio del 2011, è tramontato.
La sezione regionale della Corte dei Conti ha, infatti, dato il via libera al piano decennale di riequilibrio finanziario che, secondo quanto auspicato dalla giunta Simoni, rimetterà definitivamente in ordine i conti del Comune longonese. Un risultato che, solo due anni fa, pareva un miraggio per un Comune arrivato a un passo dal ko, dopo che proprio la Corte dei Conti aveva bocciato il piano pluriennale aprendo le porte a un imminente arrivo del commissario. Ma i sacrifici dell’amministrazione, uniti alla caparbietà mostrata nell’azione legale e allo spiraglio normativo aperto con il “Salvaroma” hanno creato le condizioni per il miracolo. «Oggi è un giorno speciale – ha esordito il sindaco Luca Simoni che ha presieduto la conferenza stampa assieme al suo vice Angelo Banfi – Il piano di riequilibrio è stato approvato. Usciamo da una situazione difficile dopo tre anni di sacrifici, nel corso dei quali siamo arrivati pure a dichiarare il dissesto e siamo rimasti in attesa del commissario. Tutto ciò è motivo di grande orgoglio per noi. In questi anni avevamo un obiettivo importante e tanto lavoro da fare, abbiamo amministrato un Comune senza soldi, tagliando ove possibile ma portando aventi l’amministrazione in modo dignitoso. Le condizioni finanziarie dell’ente ci hanno impedito di realizzare buona parte del nostro programma, ma siamo riusciti a risanare una situazione difficile presentando un piano credibile e sostenibile. L’ok al piano farà uscire il nostro Comune da questo ingessamento che, di fatto, ha negato qualsiasi possibilità di programmazione in questi tre anni».
La lavagna e il futuro ritrovato. Per trovare un’immagine simbolo del risveglio dall’incubo di dissesto finanziario basta fare un giro nell’ufficio del sindaco Luca Simoni.
In mezzo alla stanza c’è una lavagnetta bianca, piena di scritte con un pennarello blu. È uno schema, un elenco di punti programmatici, lavori da eseguire e obiettivi: dalla posa dei pontili alla redazione del piano di edilizia popolare. Ecco, il punto sta tutto qua. Dopo tre anni, forse per la prima volta dall’elezione nella primavera del 2012, la giunta Simoni può tornare a disegnare il futuro. Anche se il tempo dei sacrifici non è alle spalle, come spiega in modo chiaro il primo cittadino di Porto Azzurro. «Cosa cambia da domani? Nel concreto il nostro atteggiamento non cambierà di una virgola – commenta Simoni – continueremo a comportarci da buon padre di famiglia, misurando qualsiasi spesa ed evitando di compiere passi più lunghi della gamba. Sappiamo bene che i cittadini hanno compiuto dei sacrifici in termini di tributi comunali. Non potremo modificare in modo immediato le aliquote, anche perché il bilancio è già stato approvato. Ma da oggi non abbiamo più obblighi nei confronti di nessuno e, se ci sarà spazio per abbassare le aliquote, di certo coglieremo l’opportunità».
L’ok della Corte e la svolta di Esa. La sezione regionale si è espressa accettando dopo tre anni di tira e molla lo stesso piano di riequilibrio che nel 2013 aveva respinto. Eppure l’impostazione è la stessa: colmare in dieci anni un disavanzo di circa 2 milioni di euro, attraverso un mix combinato di tagli, maggiori entrate ed aggiustamenti finanziari.
Ma, quindi, cosa è cambiato? «La partita di Esa è stata fondamentale – spiegano Simoni e Banfi – era il problema più grosso che abbiamo risolto al termine di una lunghissima collaborazione con Esa e con il suo presidente Pisani». Il Comune ha risolto il contenzioso pagando alla società 600 mila euro dopo sette mesi dall’accordo, ottenendo un prestito da 1,9 milioni dalla Cassa depositi e prestiti, coperto con un mutuo trentennale. In cambio Esa ha riconosciuto al Comune 140mila euro annue di royalty e 600mila euro di royalty pregresse.
L’eredità. Alla soluzione con Esa si aggiunge un’accurata spending review dell’amministrazione, dal risparmio sugli spettacoli fino al taglio dei dirigenti e del personale stagionale.
«Non è stato semplice amministrare un Comune senza soldi – ha spiegato Luca Simoni – per questo ringrazio i cittadini che hanno avuto pazienza, fino alla mia giunta, agli uffici comunali e anche ai consiglieri di opposizione che hanno saputo collaborare in modo leale nelle difficoltà. Un ringraziamento speciale anche al personale della Prefettura e ad Esa. Grazie al lavoro di tutti riavremo a breve un Comune che potrà guardare al futuro. A questa giunta mancano due anni di lavoro, ma in ogni caso questo lavoro sarà un’eredità importante per le prossime amministrazioni».
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