Sicurezza
Per i trapianti luci ed ombre
PIOMBINO. La Toscana è la prima regione in Italia per numero di donazioni d’organo. Il numero dei trapianti è stabile nel nostro Paese (oltre tremila l’anno). Ma, in questo delicato settore, c’è il...
PIOMBINO. La Toscana è la prima regione in Italia per numero di donazioni d’organo. Il numero dei trapianti è stabile nel nostro Paese (oltre tremila l’anno). Ma, in questo delicato settore, c’è il rovescio della medaglia: otto mila persone sono in lista d’attesa, con tempi che giungono fino a tre anni.
Eppure, problemi nascono anche dopo l’operazione ovvero quando le cose si mettono bene. Sì perché, mediamente, un paziente su tre non segue a vario titolo le cure prescritte e rischia così di vanificare il dono che la sensibilità di qualcuno gli ha fatto, fino a provocarne il rigetto. È questo il senso della campagna nazionale d’informazione e di sensibilizzazione “Aderisco perchè”, promossa dalle Associazioni di pazienti e Società Scientifiche (AIDO, ANED, EpaC, SIN, SITO, per l’organizzazione di Astellas). Il paziente puo’ dimenticarla – si è detto nell’incontro stampa svoltosi a Milano – perché è da seguire ogni giorno per tutta la vita, poi perché una dimenticanza saltuaria, visto che non provoca problemi come confermano i controlli clinici costanti, può dare l’impressione dell’inutilità ormai della cura: “Forse, i farmaci – è la frequente giustificazione - non mi servono più”. Da qui, l’importanza e la necessità di coinvolgere emotivamente i pazienti, anche attraverso apposite iniziative. Solo di recente – si è ricordato – sono state poi sviluppate nuove formulazioni farmaceutiche che permettono la somministrazione in un’unica dose giornaliera. Ciò semplifica la terapia ed aumenta, al contempo, la motivazione poiché riduce la possibilità d’errore e potenzia la fiducia della persona in trattamento.
Gian Ugo Berti
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