Gioco
I vandali di Halloween ora dovranno risarcire
Scritte al parco e in strada (con immagini web). Il Comune di Suvereto denunciato Il sindaco Parodi: «Responsabili individuati dai carabinieri. Ora le conseguenze»
SUVERETO. Pugno duro contro gli autori degli atti vandalici commessi nella notte di Halloween.
Il Comune ha sporto formale denuncia e i carabinieri, dopo recenti accertamenti, hanno potuto definire chiaramente le identità dei responsabili, grazie a elementi oggettivi raccolti e ad alcune testimonianze. Si tratterebbe di un gruppo di ragazzi, tra cui un maggiorenne, che sabato notte avevano deciso di festeggiare la “notte delle streghe” imbrattando con scritte spray pavimentazione e spazi del parco pubblico, costruito dalla comunità con grandi sacrifici e impiego di tempo, manodopera volontaria e soldi.
«Una mancanza di rispetto intollerabile – ha detto il sindaco – contro un luogo di svago per i bambini, messo su dai cittadini meno di un anno fa, e violato e rovinato dalla bravata di qualche adolescente annoiato». Sono stati deturpati da scritte verdi quasi 10 metri di pavimentazione, «e per fortuna non hanno toccato i giochi – ha aggiunto Giuliano Parodi –, che oltretutto avrebbero avuto un costo di pulitura molto più alto rispetto a quella delle mattonelle». E poi, non contenti, si sono riversati in paese usando bombolette spray per lasciare il segno anche su alcune vie. In seguito, forse pavoneggiarsi coi coetanei, il gruppetto di incivili ha pensato di condividere sui social network alcuni scatti della loro notte di Halloween. Gli autori sono stati quindi identificati, e in questi giorni saranno convocati dai carabinieri. Tra di loro ci sarebbe anche qualche adolescente venturinese, già responsabile del recente sfregio sulla lapide ai caduti e sul monumento dedicato alle vittime delle foibe, in largo Sbarretti, a Venturina: le scritte sono state poi ripulite dall’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) di Suvereto. In seguito alla denuncia, il Comune di Suvereto si è costituito parte civile e il capo di imputazione è l’articolo 639 del codice penale, deturpamento e imbrattamento di cose altrui: “Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili altrui è punito, a querela della persona offesa , con la multa fino a euro 103 (2) (3). Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro (4). Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro (5). Nei casi previsti dal secondo comma si procede d’ufficio (6) (7)”. «Tolleranza zero – ha sottolineato Parodi – Va bene scherzare, passi pure qualche bravata da adolescente, ma a tutto c’è un limite. E chi fa cose del genere è giusto che se ne assuma le conseguenze».
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