Il Tirreno

Giuliani smentisce lo stop ai piani Aferpi

di Valeria Parrini ; di Valeria Parrini
Giuliani smentisce lo stop ai piani Aferpi

Anche il governatore Enrico Rossi rassicura e definisce infondate le notizie provenienti da due testate on line

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PIOMBINO. Sul futuro di Cevital a Piombino ieri si sono innescate nuove fibrillazioni. Attenuate solo in serata dalle smentite arrivate dal sindaco e dal governatore Rossi.

Al centro, di nuovo, i rapporti tra Issaad Rebrab e il suo Paese. Stavolta, però, con riflessi diretti e allarmanti sulla nostra città.

Per il sito parigino Mondafrique, - ripreso dalla testata algerina online ChoufChouf - le autorità del Paese nordafricano avrebbero formalmente contestato agli omologhi italiani gli affari di Cevital nel nostro Paese. In sostanza, sarebbe stata chiesta la sospensione degli effetti dell’intesa che ha portato all’acquisizione degli impianti piombinesi.

Alla base, i dubbi sulla natura finanziaria dell’accordo che, per i due siti, sarebbe maturato al di fuori della normativa algerina che regola l’uscita di capitali destinati agli investimenti esteri.

Già nel pomeriggio il sindaco Massimo Giuliani ha parlato di notizie infondate. «Il governo algerino avrebbe richiesto a quello italiano la sospensione del contratto 'preliminare' di vendita della ex Lucchini a Cevital. Da nostre verifiche istituzionali - aveva aggiunto - è emerso che non risulta sia stata fatta da parte algerina alcuna richiesta del genere».

In serata, poi, Giuliani ha charito le fonti che lo avevano rassicurato: «Sia io personalmente, sia la Regione tramite Gianfranco Simoncini abbiamo interpellato il Mise e in particolare il dottor Giampiero Castano, il quale, sentita la ministra Guidi, conferma che la notizia diffusa da Mondafrique è destituita di ogni fondamento. Tra l'altro ci risulta che nei giorni scorsi la ministra Guidi abbia incontrato il ministro algerino il quale ha negato quanto riferito dalla testata del suo Paese».

Il sindaco ha definitivo «approssimativa» la notizia. «Si fa infatti riferimento a una richiesta di sospensione di un preliminare di vendita che, come noto, è già stato superato dalla firma dell'accordo sindacale e del contratto definitivo, firmati lo scorso giugno».

Nella stessa direzione vanno le parole del governatore. «Per le verifiche che ho potuto fare, si tratta di una notizia fantasiosa e infondata. Il governo algerino - taglia corto Rossi - non ha alcuna intenzione di bloccare l'iniziativa imprenditoriale di Rebrab a Piombino».

La notizia rimbalzata negli ambienti sindacali ha portato ad una nota congiunta di Fim, Fiom e Uilm: «E’ insensato. Cevital -scrivono - ha già acquistato la Lucchini, dopo circa otto mesi di discussioni, il 1° luglio 2015».

I sindacati si sono fatti un’idea: «Siamo abituati ad attacchi da più parti e con un comune denominatore, non far ripartire la siderurgia a Piombino. Crediamo che i progetti annunciati da Cevital debbano essere sostenuti oggi più che mai. Quanti hanno a cuore il futuro del comprensorio, facciano il massimo per realizzarli nella loro completezza». Per Fim, Fiom e Uilm l’unico modo per sgomberare il campo da veleni e dubbi è che il governo e Aferpi diano rapidamente concretezza ai progetti, con date certe e l’accelerazione del cronoprogramma.

Cresce, quindi, l’aspettativa per l’incontro del 18 a Roma. Che però, dopo la sostituzione di Tidjani con il nuovo Ad Azzi, potrebbe subire uno slittamento.

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