Sicurezza
«Ora Aferpi rispetti gli impegni»
Rifondazione critica per il nuovo cambio al vertice: azienda poco credibile
PIOMBINO. Domani il sindacato protesta a Livorno davanti alla Prefettura, e Rifondazione comunista si dichiara «favorevole alla manifestazione» pur facendo rilevare «che dell’eventuale riduzione del costo dell’energia saranno le aziende le prime beneficiarie, mentre i lavoratori lo saranno per secondi, se le aziende a quel punto decideranno di implementare la produzione nel nostro sito, cosa che può accadere subito, dopo un po' o anche mai».
«Quello che vorremmo evitare – dice però il Prc – è che si pensi che sia unicamente dalla riduzione del costo dell’energia che dipende il futuro della rinascita della nostra fabbrica siderurgica. Ebbene non è così. Dopo un anno e mezzo di promesse non sappiamo chi sono gli interlocutori veri di Aferpi. Si continua a cambiare lo staff direzionale, prima Zambon, adesso Tidjani. Coloro che hanno portato avanti le trattative, firmato protocolli, interloquito con le istituzioni rassicurandole ogni volta ( per chi ci credeva..), dalla sera alla mattina vengono fatti fuori. La new entry, Fausto Azzi, non è in realtà una new entry – prosegue Rifondazione – perché già era in azienda e si occupava di settori finanziari. E’ stato quindi sostituito chi si intendeva di acciaio con chi si intende di economia e finanza. Sarà un bene? Vedremo. Intanto ha già chiesto altri 15 giorni per elaborare un progetto complessivo».
Conseguenza di tutto ciò per rifondazione è «l’assenza di un management credibile». E ancora, «cosa vogliono fare questi signori? Quali sono i tempi di realizzazione del piano industriale nella sua interezza? Quando arriverà il primo (ricordiamo, ne hanno promessi due) forno elettrico? Quando cominceranno le prime azioni per la logistica e l’agro industriale? Quando si avvieranno le bonifiche?».
Inoltre Rifondazione, riferendosi alla riunione dell’8 ottobre al Mise «in cui sono stati raggiunti accordi precisi in presenza delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali in toto», chiede appunto «la realizzazione di quegli accordi».
L’altra richiesta è al Governo affinché «vari un decreto ad hoc per i siti Sin, dato che istituzioni e sindacati non possono fare di più, affinché il Tfr venga restituito agli operai, ai quali legittimamente spetta, e dare così reali possibilità di reddito a tutti gli operai Aferpi ed ex Lucchini».
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