Toscana
Energia, manifestazione in Prefettura
Domani la protesta di metalmeccanici, elettrici e chimici che chiedono anche il prolungamento degli ammortizzatori sociali
PIOMBINO. Domani le categorie chimiche, elettriche e metalmeccaniche organizzano una manifestazione davanti alla Prefettura a Livorno «per portare le giuste richieste su ammortizzatori ed energia che valgono per tutti i lavoratori della provincia. L’obiettivo è che il Governo accolga le nostre richieste».
Il sindacato organizza dei bus: ritrovo a Piombino al terminal bus alle 15, a Venturina davanti alla Fieramostra alle 15,20.
La manifestazione nasce dalla considerazione che «nella nostra provincia troppe aziende hanno chiuso, Trw, Cil, Mtm, De Tomaso, Toscana Impianti, Smi, la Tre Emme, la Cmti. A Piombino i lavoratori delle imprese aspettano gli investimenti previsti sia nell’Accordo di Programma sia nel piano industriale di Aferpi per poter tornare al lavoro».
Per Fim, Fiom e Uilm «in ogni caso la possibilità del lavoro è legata a progetti industriali tutti da individuare e da definire e i temi della proroga degli ammortizzatori sociali e il costo dell’energia sono determinanti. Nessun imprenditore vorrà investire se non trova aree, infrastrutture, costi dell’energia competitivi e professionalità».
Da qui la richiesta di un costo dell’energia unico per le Aziende italiane, «non c’è logica oggi – sostiene il sindacato – che un’azienda paghi 42 euro a Mw e altre paghino 130 euro a Mw», come nel caso della Magona.
Su Piombino il tema dell’energia riguarda l’Arcelor Mittal, l’Elettra, la Sol, l’Edison e altre ancora.
Così «chiedere il prolungamento degli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi complessa come Livorno e Piombino è una necessità per mantenere le professionalità sul territorio e quindi traghettare i lavoratori verso nuove opportunità di lavoro».
Sulla manifestazione di domani a Livorno indetta dai sindacati dei metalmeccanici, dalle categorie dei chimici e degli elettrici davanti alla Prefettura di Livorno, arriva però un commento critico dell’Ugl, che pure ritiene «positivo tenere alta l’attenzione e chiedere interventi straordinari sugli ammortizzatori sociali – riflette l’Ugl – soprattutto per chi come i lavoratori e le lavoratrici dell’indotto che , non figurando neanche nell’accordo sottoscritto con Aferpi, vivono con molta preoccupazione una vicenda dove è necessario, ora più che mai, salvaguardare posti di lavoro per non andare ad accrescere le fila dei molti disoccupazioni già presenti nel territorio».
«Di questo argomenti – spiega però l’Ugl – abbiamo parlato e a lungo con il Prefetto alla conferenza provinciale permanente del 20 ottobre dove sindacati, sindaci, associazioni di categoria, Autorità portuale hanno avuto di nuovo modo di descrivere ampiamente le varie problematiche, analizzando la situazione economico industriale e occupazionale della provincia di Livorno. Fino a giungere alla proposta del Prefetto – prosegue l’Ugl – condivisa di produrre e lavorare tutti su un documento congiunto contenente delle proposte concrete e mirate, tra cui la necessità di prevedere un modo di estendere gli ammortizzatori per coprire un'area di crisi complessa. La decisione di organizzare dunque per il 5 novembre mercoledì una manifestazione ci fa chiedere e al contempo ci fa fortemente preoccupare: qualcosa è cambiato? Non c'è più la volontà a procedere in tal senso? Se così fosse – conclude il sindacato Ugl – allora sarebbe necessario coinvolgere tutto il territorio perché la problematica oggi forse riguarda solo i lavoratori diretti e dell’indotto ma domani interesserà il futuro di una intera provincia».
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