Gioco
Aferpi, Azzi faccia a faccia coi sindacati
Fim, Fiom e Uilm chiedono il via alle dismissioni. Intanto si fermano 15 giorni tmp e tve per la mancanza di semiprodotti
PIOMBINO. Primo confronto ieri mattina in azienda tra i sindacati e il nuovo amministratore delegato di Aferpi (anche se la formalizzazione della sua sua nomina è attesa in questa settimana): Fausto Azzi ha incontrato Fim, Fiom e Uilm, in una riunione a cui ha partecipato tutto il comitato di direzione, ossia oltre ad Azzi, Riccardo Grilli (personale), Roberto Villa (nuovo capo del settore commerciale), Sergio Simoni (produzione).
Un livello di partecipazione con cui l’azienda ha voluto manifestare il nuovo corso e soprattutto la compattezza del gruppo dirigente chiamato a dar corpo ai progetti. Un gruppo che fa capire di essere fortemente motivato, che potrebbe essere completato prossimamente dall’arrivo di un direttore generale.
Da Azzi – dopo la sostituzione dell’amministratore unico, Farid Tidjani – il sindacato si attende un’accelerazione. Con i segretari dei metalmeccanici il nuovo ad – da tre anni in azienda come capo dell’area finanziaria – si è preso 15 giorni di tempo per formalizzare la redazione di un progetto complessivo.
«L’azienda ha spiegato che questo non significa certo ripartire da capo – dice Luciano Gabrielli, segretario Fiom – ma solo organizzare il lavoro che c’è da fare».
Ovviamente in un modo nuovo, altrimenti non si capirebbero le ragioni della sostituzione di Tidjani, decisa dal patron Issad Rebrab, proprio in questa fase così complessa per il peso delle decisioni da assumere.
Ma c’è il rischio che il 20 novembre al Mise l’azienda prenda altro tempo, contraddicendo gli impegni a formalizzare il piano delle dismissioni da avviare entro fine novembre e l’acquisto del forno elettrico? Fonti aziendali continuano a ripetere che «nulla cambia nei piani», ma per il sindacato al momento si tratta solo di un auspicio.
«Ad Azzi – spiega Gabrielli – abbiamo chiesto che l’azienda il 20 confermi quanto già annunciato. Sugli smantellamenti ad esempio è urgente almeno una risposta parziale che consenta di far ripartire un po’ di lavoro».
L’opinione del sindacato è infatti che alcune operazioni di dismissione, ad esempio di alcuni capannoni, sarebbero subito possibili senza bisogno di particolari autorizzazioni e quindi in tempi rapidi.
Intanto arriva la conferma dei problemi di approvvigionamento di tmp e treno vergella, che si stanno fermando per la carenza di semiprodotti, contraddicendo le previsioni dell’azienda, illustrate all’incontro al Mise, sulla produzione prevista in quei reparti.
Si attende dunque per tmp e tve una fermata di una quindicina di giorni, in attesa dell’arrivo delle navi che trasportano il materiale.
Sul fronte sindacale, per preparare l’incontro del 20 al Mise, è annunciato (venerdì 16) un consiglio di fabbrica con i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm.
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