Sicurezza
Fosso alle canne, le idee per il recupero
Il Comune di Piombino si occuperà del ripristino dei sentieri. Tanti amici con Enrico Salvadori
PIOMBINO. Percorso impervio costellato di crateri. Pietre a rischio frana al posto delle curve. Fosso alle canne, almeno 15/20 metri più grande, bellissima: ma, se restasse così, non ci sarebbe più Enrico Salvadori dunque senza più cura e assistenza né per le persone né per la spiaggia. Ma Enrico non molla: «Mi avevano invitato per le sculture ma non vado in Perù. A dicembre mi impegnerà per sistemare le cose».
Perché. In più di 50 anni di stagioni vissute qui (ancor oggi fuori dal segnale wi fi) Salvadori di turisti in difficoltà ne ha soccorsi a decine: «Nei ricordi? – racconta – la gioia dei genitori del bambino che ho recuperato, praticamente annegato o la gratitudine di una signora anziana ferita che, in canoa, ho accompagnato alla vedetta della capitaneria che era venuta a prenderla...». In più, da quando comincia la bella stagione, Enrico porta via la spazzatura che le migliaia di visitatori lasciano col principio che tanto poi passa chi di dovere a pulire.
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Itinerario a ostacoli. Ripartendo da “la Cava”, cioè la prima curva che sale sul Promontorio dopo il belvedere ex cabina Enel «qui, a fine anni Sessanta, c’era una discarica...– ricorda Enrico – la strada, in pratica, me la sono aperta da me». Anche questo weekend non ce l’ha fatta a non andare alla spiaggia : «Dopo il nubifragio è cambiato tutto – dice ancora – In tanti sono venuti giù, curiosi ma spesso amici desiderosi di aiutarmi». Archiviata la disperazione Salvadori progetta, propone. A rappresentare il Comune, delegata dall’assessore Capuano c’è per l’ufficio tecnico il geometra Silvia Tempestini. Non piove da qualche giorno ed è l’occasione per fare una prima stima su cosa c’è da fare. «Buche profondo sul percorso – aggiunge Enrico – rischi anche per chi viene in mountain bike. Figuriamoci poi per scendere a Fosso alle canne dove le pietre hanno preso il posto della terra e l’acqua ha scavato fosse profonde. Ma qui con un po’ di aiuto ce la posso fare».
VIDEO - L'APPELLO DI SALVADORI
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La spiaggia è diventata enorme. Non è rimasto niente delle panchine. Spazzate via le statue di legno. Gran parte della struttura di ricovero di Salvadori, muretti a secco e altro col legname di recupero e materiali “eco” non esiste più. C’è un dislivello di un metro col fosso. «Un nubifragio eccezionale, non l’avevo mai visto – conferma Enrico – c’è da fare tanto per poter ripristinare Fosso alle canne com’era. Ma già tante persone, anche stranieri, mi hanno promesso aiuto per poterla far tornare il paradiso d’accoglienza che era». In spiaggia ancora parte delle tamerici strappate. «Guarda – indica Salvadori – appena posso queste le ripianto. Sono qui insieme a me dal 1964, non ci possiamo arrendere».
Ripristino. Dunque dal Comune già anche le prime risposte. Proprio dall’ufficio urbanistica l’assicurazione che non serviranno pratiche per il rifacimento del muretto a secco; potrà bastare una lettera dove si specifica che sarà ripristinato lo “stato di fatto” con allegate due foto: prima e dopo le piogge torrenziali della scorsa settimana. Per quel che riguarda il ripristino della strada di accesso al Promontorio in località la Cava la situazione è diversa.
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Sarà il Comune ad occuparsene, mediante l’utilizzo di una motopala con il reimpiego del materiale esistente (sassi, terra e renoncino); e nel caso in cui non bastasse, dovrà essere messo in opera del materiale arido di cava. Lungo la strada di accesso a Fosso alle Canne, poi, dovrà essere impiegato esclusivamente il materiale presente per non “snaturare” il paesaggio (ma su quest’ultima parte del percorso hanno già garantito aiuto tanti amici di Enrico). Certo è che la giornata del nubifragio è stata provante per la città e per il Promontorio dove la natura è tornata a riprendersi i suoi spazi ricreando torrenti dove erano stati realizzati sentieri per il passaggio. Tra l’altro l’area più colpita è risultata proprio essere quella della parte alta dei Ghiaccioni e Baratti . Prima ovviamente il Comune ha dovuto pensare al ripristino in sicurezza delle abitazioni. Ma altrettanto necessario e urgente è pensare alle aree naturali e ai parchi (come quello di Baratti-Populonia rimasto chiuso lo scorso weekend).
Regalo di Natale. «Spero che stavolta – riprende Enrico Salvadori – mentre lavoreremo alla sistemazione dell’area sarà possibile trovare un accordo anche per la realizzazione qui del punto di pronto soccorso. Ho fatto appositamente anche un corso alla Pubblica assistenza e ora sono in grande di usare il defibrillatore». Pur restando ferma la memoria che in tutti questi anni Enrico di vite ne ha salvate parecchie, caricando i feriti sull’ape e portandoli all’ospedale. «A breve attaccherò un cartello al Gattarossa di Calamoresca – conclude – perché, chi vuol fare un regalo di Natale a Piombino si decida ad aiutarmi a ritrasformare Fosso alle Canne com’era, con una pala e voglia di fare». Più che un regalo per la città, un dono per tutti: appuntamento a dicembre.
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