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Elisoccorso, 177 atterraggi in nove mesi di attività

Elisoccorso, 177 atterraggi in nove mesi di attività

Voli in aumento del 25% rispetto al 2014: il 42% dei servizi per problemi cardiaci Il direttore Graziano: «Non esiste un uso inappropriato degli elicotteri»

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PORTOFERRAIO. In questo 2015 è stata sicuramente maggiore l’attività dell’elisoccorso all’Elba rispetto allo scorso anno. Almeno è quanto emerge dai dati disponibili per quanto riguarda i voli da gennaio a settembre 2015. Il Pegaso infatti è atterrato sulla piazzola elbana 177 volte, in questi nove mesi, mentre nel 2014 i voli sono stati, nello stesso periodo, 141 su 186 voli complessivi fino a dicembre. Si registra quindi un incremento del 25%, quest’anno «sicuramente dovuto – spiega il direttore dell’ospedale elbano Bruno Graziano – alle maggiori presenze turistiche sul territorio e ad un incremento di casi infarto».

I dati del 2015.

L’Incremento dimostrato anche dai dati di accesso al pronto soccorso, che sono stati 16.533 nel 2014 e in nove mesi quest’anno sono già arrivati a 14.248, numero che fa pensare che entro la fine dell’anno ci potrebbero essere sui 1.500-2.000 accessi in più. I voli dell’elisoccorso del 118 per l’Elba rappresentano il 70% di quelli effettuati i tutta la provincia, e sgombriamo subito il campo dall’ipotesi di un utilizzo disinvolto dell’elisoccorso. «Si tratta di tutti voli in emergenza – spiega Graziano – tutti casi gravi, con grave instabilità clinica, e che avrebbero potuto avere esiti fatali senza il trasporto in elicottero sugli ospedali del continente».

Se andiamo nel dettaglio vediamo che, come è facile presumere, in estate i voli aumentano. Facendo, invece, un raffronto con il 2014 vediamo che a gennaio dello scorso anno il Pegaso è arrivato 19 volte, contro i 16 dell’anno in corso. Se continuiamo la carrellata vediamo che per il 2014 i voli sono stati 16 a febbraio, 13 a marzo, 22 ad aprile, 18 a maggio, 32 a giugno, 31 a luglio, 36 ad agosto e 23 a settembre. Quest’anno a febbraio il Pegaso è arrivato all’Elba 21 volte, 25 a marzo, 20 ad aprile, 30 a maggio, 35 a giugno e luglio, 39 ad agosto e 32 a settembre.

Una decina i voli annullati per maltempo quest’anno, tutti fortunatamente senza conseguenze per il paziente. Emerge dai dati un raddoppio di voli a marzo di quest’a dovuto ad una concentrazione in quel mese di casi di infarto, tali da richiedere il trasferimento sul continente.

Le patologie.

Se andiamo a vedere le diverse patologie che hanno comportato il trasferimento dei pazienti sul continente vediamo che nella maggior parte dei casi, 74, si tratta di problemi cardiologici (angina, aritmia, infarto) , quasi il 42% dei casi totali. Di questi l’infarto è quello che ha richiesto il maggior numero di voli, con 40 pazienti trasferiti con l’elicottero del 118. Chi deve essere trasferito nel reparto di terapia intensiva si ferma all’ospedale di Piombino. Sono stati 15 (l’8,5%) del totale, i casi di trasporti per emergenze respiratorie (trasportati a Piombino) e 16 ( 9%) quelli di tipo neurologico (emorragia cranica, ictus, coma). Per lo più sono diretti a reparto di neurochirurgia di Livorno.

L’11% dei voli sono stati effettuati per problemi chirurgici, 20 pazienti trasportati. Per lo più si tratta di occlusioni intestinali in pazienti che presentano anche altre patologie quindi con un quadro clinico grave. I trasferimenti in elicottero per sepsi invece sono stati 20 (si tratta per lo più di pazienti che vano incontro ad infezioni e questi vengono spediti nel reparto di rianimazione di Livorno). Undici i trasferiti a causa di politraumi o trauma cranico, verso l’ospedale di Pisa. Quattordici invece sono stati trasferimenti pediatrici elitrasportati all’ospedale Meyer di Firenze, anche in questo caso per lo più l’emergenza ha riguardato i traumi riportati dai piccoli pazienti. Sono state invece otto le pazienti di ostetricia che hanno avuto bisogno del trasferimento via elisoccorso. Quest’anno poi i sono stati tre voli primari con l’elicottero che si è recato sul luogo dell’incidente per prelevare direttamente il paziente.

«Per quanto riguarda le destinazioni dei trasferimenti – spiega il direttore dell’ospedale - a seconda della patologia decidiamo, consultandoci anche in rete, quale sia l’ospedale più adatto a ricevere il paziente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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