Il Tirreno

Matrimoni all’aperto ora a Monteverdi si può

Matrimoni all’aperto ora a Monteverdi si può

Il consiglio comunale vota all’unanimità la novità, per favorire il turismo Quaglierini: «Molti stranieri interessati. Verificheremo noi la scelta dei posti»

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MONTEVERDI. In altri comuni non è una novità, è una scelta alla moda. Ma qui è cambiamento rivoluzionario: d'ora in poi i matrimoni civili potranno essere celebrati anche in luoghi diversi dal municipio. In un agriturismo, in un residence, al bordo di una piscina, nella sala di una casa di campagna. «Condizione tassativa - puntualizza Carlo Quaglierini, responsabile del turismo - è che la cerimonia si svolga in un contesto bello».

L'apertura ai matrimoni esterni è stata decisa dall'ultimo consiglio comunale, all'unanimità. Ora Monteverdi prova a battere questa strada per offrire una chance in più agli operatori turistici. Che negli ultimi anni sono cresciuti di numero, hanno investito e realizzato strutture ben inserite nel paesaggio. Sono gli ospiti stranieri a mostrare maggiore interesse verso soluzioni extra-municipali, e in attesa delle prime richieste l'Amministrazione invita gli operatori interessati a segnalarsi presso gli uffici comunali, cui seguirà un sopralluogo per verificare il decoro del luogo destinato ai matrimoni.

Ma nel settore turismo c'è altra carne al fuoco. Due inviati speciali del Comune - lo stesso Carlo Quaglierini e Francesco Govi, capogruppo della maggioranza - hanno partecipato nei giorni scorsi alla Fiera internazionale del turismo a Rimini, dove Monteverdi era presente, per la prima volta, con uno stand proprio, a mezzo con il Gruppo alberghiero Di Nardo (che sul poggio sopra il paese ha realizzato una struttura ricettiva). Costi per il comune zero grazie ad un contributo della Crv, mentre gli inviati hanno fatto volontariato. È stata discussa la possibilità di realizzare servizi digitalizzati di informazione sui luoghi da visitare e sulla sentieristica basati su vari tipi di app, tra cui una guida istantanea che fa squillare il telefonino in prossimità di un monumento.

Da sviluppare anche un contatto con una nota blogger brasiliana, presto in visita a Monteverdi, interessata a promuovere in Sud America la zona. E la possibilità di avviare forme di turismo accessibile ai disabili con abbattimento di alcune barriere architettoniche. «Possiamo portarli a vedere la montagna, non a scalarla» sottolinea Quaglierini. Infine c'è la carta del cicloturismo, di cui si parla da anni. Ogni stagione scollinano da queste parti squadre professionistiche al completo e migliaia di ciclisti di ogni nazionalità. Mai nessuno che si fermi qui a dormire! «Alla Fiera abbiamo proposto Canneto, ma l'ospitalità non regge da sola, occorre creare servizi di assistenza e riparazione, e noleggio di Mb». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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