Sicurezza
L’arrivo di Azzi e i timori dei sindacati
Domani Fim , Fiom e Uilm incontreranno l’azienda per sondare i riflessi dell’uscita di Tidjani e la nomina del nuovo Ad
PIOMBINO. Domani i sindacati incontreranno la direzione Aferpi. I segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono affrettati a chiedere una riunione per ottenere chiarimenti sui riflessi della nomina di Fausto Azzi ad amministratore delegato.
Azzi sostituirà Farid Tidjani, o semplicemente «Farid», come in maniera amichevole lo chiamano i vertici sindacali, con i quali l’ex Ad aveva raggiunto un buon grado di sintonia.
La mossa del patron di Cevital,Issad Rebrab, li ha colti di sorpresa. «Potrebbe trattarsi di un normale avvicendamento ma ci sono cose che dobbiamo capire», afferma Luciano Gabrielli (Fiom).
Che è preoccupato. «Era Tidjani - ricorda Gabrielli - a guidare la delegazione al Ministero ed è stato lui a sottoscrivere l’accordo. Cosa accadrà nel prossimo incontro in agenda per il 18 novembre quando Aferpi sarà rappresentata da un nuovo amministratored»?
Il timore da scongiurare è che il cambio al vertice si traduca in un prendere altro tempo. Al contrario, l’azienda si era impegnata, in quell’occasione, a chiarire tempi e modi delle dismissioni della vecchia acciaieria e per l’acquisto del forno elettrico.
«Dobbiamo capire se ci sono le condizioni per portare avanti il piano nella sua interezza. Vogliamo garanzie», prosegue il segretario proviciale Fiom.
I timori si intrecciano a quelli per il prezzo del rottame che è calato sensibilmente rendendo meno appetibile l’opera della demolizione. E pesa il made in China con cui Pechino continua ad immettere sul mercato europeo, già saturo, quantità di acciaio a prezzi ridotti ai minimi termini.
Gabrielli riesce a leggere in chiave positiva il fatto che il nuovo Ad, legato agli ambienti finanziari, possa imprimere un’accelerazione nella ricerca di investitori da mettere in campo sia per l’acciaieria elettrica, sia per la realizzazione del piano complessivo (inclusi agroalimentare e logistica portuale).
Nell’immediato, la situazione risente in modo sempre più pesante della mancanza di semiprodotti con cui alimentare i treni di laminazione. Già in marcia a scartamento ridotto. E’ possibile che venerdì prossimo debbano fermarsi Tmp e Tve. Ha un po’ più di autonomia il Tpp dove lo stop non dovrebbe arrivare prima di inizio dicembre.
Sempre che nel frattempo non sia garantito l’approvvigionamento di blumi. Carichi in vista non ce ne sono. C’è, invece, la riunione del consiglio di fabbrica con i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm fissata per il 16 novembre.
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