Il Tirreno

«Credo sia possibile lo stato di calamità»

di Annalisa Mastellone
«Credo sia possibile lo stato di calamità»

L’assessore Fratoni: «Prima valutiamo i danni, ma i parametri ci sono». Sopralluogo di Gianni Anselmi e Silvia Velo

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Stiamo valutando l’entità dei danni, ma ci possono essere le condizioni per lo stato di calamità regionale»: l’assessore all’ambiente e difesa del suolo Federica Fratoni, ieri in contatto con Gianni Anselmi e Silvia Velo che hanno effettuato un sopralluogo nelle zone dell’alluvione, conferma che la Regione darà una mano ai privati che sono stati colpiti dalla furia dell’acqua. «La delibera prevede una serie di misure che possono essere di aiuto ai privati che hanno avuto danni. Per le opere pubbliche il discorso è diverso, perché vanno reperiti i fondi. Infine per i siti archeologici, i nostri tecnici sono stati sul posto insieme alla Soprintendenza. Lì l’intervento è di competenza ministeriale».

È cominciato da Venturina il sopralluogo del sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo e del consigliere regionale Gianni Anselmi nei comuni colpiti dal maltempo. Dopo sono andati a Fiorentina, dove hanno visitato la famiglia che ha avuto la casa allagata, a Baratti dove hanno verificato le condizioni della zona e del parco archeologico e infine a San Vincenzo, con il sindaco Bandini e l’assessore Roventini.

Nella prima tappa insieme al sindaco Rossana Soffritti e al vicesindaco Jacopo Bertocchi, guidati dal comandante della polizia municipale Fabrizio Andreoli, hanno fatto un giro nelle aree venturinesi più danneggiate dal nubifragio: ingresso nord in zona Lumiere, Botramarmi, Chiusagrande, Lavoriere, Caldanelle, campo alla Croce, dove intere distese di campi sono ancora in fase di bonifica da acqua e fango.

«È evidente che il Comune ha reagito bene a una situazione drammatica – ha detto Velo -. Bisogna che però prendiamo atto che questi eventi eccezionali sono il segno di un cambiamento climatico ormai in atto. Cambiamento a cui i territori quindi devono adattarsi, e in alcuni casi, vedendo ad esempio Campiglia, siccome la maggior parte dei danni è nelle campagne e non nelle aree urbanizzate, adattarsi vuol dire forse ritornare a vecchi metodi di maggiore cura e gestione del territorio. Gli agricoltori sono le principali vittime di questi danni, insieme a loro però bisogna trovare il sistema di rinnovare una strategia magari tornando anche alle origini, con la corretta manutenzione dei fossi e cura dei campi. La coltivazione intensiva, di cui capiamo l’esigenza, poi fa danno a loro stessi».

Al lavoro sul da farsi per rimediare ai dissesti creati dal nubifragio è anche Gianni Anselmi. «Come Regione valuteremo cosa si può fare – ha sottolineato -, i sindaci faranno i loro passi. C’è un quadro normativo, vedremo il quadro finanziario come consente di muoverci. C’è una delibera della giunta regionale, di alcuni mesi fa, che stabilisce delle linee agevolative di intervento anche nel settore privato. Inoltre, uno dei punti più importanti del documento preliminare al bilancio regionale, che andrà in approvazione entro la fine dell’anno, è il tema della difesa del suolo, della prevenzione idrogeologica. Serve una forte pianificazione coordinata che enfatizzi il consumo zero di suolo o quantomeno limitato e una chiamata alle responsabilità collettive, anche dei privati. Perché anche i piani di investimento, laddove si chiedono sostegni pubblici, e penso al piano di sviluppo rurale, credo dovrebbero vedere nella corretta manutenzione dei fossi, quindi del reticolo idrologico minore e anche privato, un elemento a cui condizionare l’erogazione dei finanziamenti. Così si fa l’interesse dell’impresa proteggendo il territorio, ma si fa anche l’interesse generale».

Interventi di prevenzione e di difesa del suolo sul territorio ne sono stati fatti, sottolineano tutti: ponte sulla ferrovia, sull’Aurelia, su rio Merdancio, ponte di ferro, casse di espansione a Venturina (e anche i lavori in via dei Molini), rafforzamento degli argini del Cornia. «Gli investimenti che facciamo da anni – ha precisato Soffritti –, danno i loro risultati sulla sicurezza, se alcune cose non sono successe è perché siamo intervenuti. E credo che se sia pubblico che privato investono sulla prevenzione si risparmieranno soldi pubblici e privati, intervenire a monte significa farci trovare preparati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini