Sicurezza
«Acea è interessata ad Asa e i sindaci Pd stanno zitti»
SUVERETO. Il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi interviene sulla delicata questione della gestione del servizio idrico. «Trovo allarmante - dice - che Iren Spa, la multiutility socio privato al 40%...
SUVERETO. Il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi interviene sulla delicata questione della gestione del servizio idrico.
«Trovo allarmante - dice - che Iren Spa, la multiutility socio privato al 40% di Asa Spa, di cui però detiene la governance e le scelte strategiche, sta mettendo in campo manovre all'oscuro dei soci pubblici della società, ovvero i Comuni e i loro sindaci. Mi è giunta infatti notizia dal presidente di Asa, dott. Del Nista che Iren ha disposto una due diligence (analisi dei conti). Il pericolo è che Iren sia in trattativa privata con Acea Spa, il colosso multiservizi, principale operatore nazionale nell'acqua con un bacino di utenza di oltre 8 milioni di abitanti, che sta scalando le partecipate che gestiscono il servizio idrico per fagocitarle e diventare gestore in regime di monopolio del bene pubblico».
«È il momento che i sindaci alzino la voce e prendano posizione concreta sulla questione. Quale futuro per la gestione del servizio? Vogliamo che una multinazionale ci fagociti o vogliamo vedere di riprendere la gestione del servizio idrico per garantire efficienza e costi contenuti per i cittadini? Questo silenzio ed immobilismo da parte dei sindaci e del Pd è imbarazzante, anche se per loro il destino è già tracciato ma abbiano il coraggio di esternarlo ai loro cittadini, visto che il governo regionale sostiene la strada della privatizzazione del servizio, spalleggiando l'accentramento in unico soggetto della gestione».
Il sindaco si chiede, a distanza di 4 anni dal referendum sulla ri-pubbliciazzazione dell'acqua, cosa si è fatto di concreto per dar seguito alla volonta' popolare.
«Il Consiglio di Stato ha disposto una perizia sul rispetto dell'esito referendario mettendo in dubbio la legittimità delle tariffe sull'acqua. Nell'ordinanza si dispone un’ulteriore consulenza tecnica per assicurare la completezza dell'istruttoria. Di fatto i giudici intendono approfondire la questione della voce tariffaria relativa alla copertura degli oneri finanziari, per valutarne la conformità al vigente assetto normativo scaturito dall'esito referendario».
«Alla luce di ciò - conclude Parodi - mi auguro per il bene dei cittadini e per la democrazia, che l'esito di tale perizia possa confermare quello che come sindaco e membro del forum nazionale dell'acqua ho sempre sostenuto: il metodo tariffario viola l'esito del secondo referendum, quello che ha abrogato la remunerazione del capitale investito nelle tariffe e pertanto debba essere modificato per liberare le bollette degli utenti di quell'esoso balzello».
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