Italia
Crolla un altro muro in via Di Vittorio mentre si contano i danni
Emergenza continua a San Vincenzo, poi torna a spuntare il sole Revocata dal sindaco l’ordinanza di chiusura delle scuole
SAN VINCENZO. Questo è il giorno dopo. Dopo il giorno che non ci scorderemo. Ma la storia, fino alle 14 di questo 29 ottobre, ha lo stesso umido e triste sapore di ieri. Dopo il tremendo nubifragio di mercoledì, San Vincenzo inizia la mattina di giovedì la conta dei propri danni, senza sapere che poco dopo sarebbero aumentati.
La locale Misericordia, assieme alle Misericordie di Antignano, Montenero, Livorno e Castagneto, si muove da molte ore con tre jeep, un camion e una barca per pompare acqua e fango con le idrovore fuori da seminterrati, garage e cantine. Intervengono nei fondi e nelle abitazioni di Riva degli etruschi, via del Prato, via Tridentina, via Indipendenza, via Aurelia sud, via Dante, via Di Vittorio, dalla zona blu, da Corso Italia, via Firenze e dal Park Albatros, la cui visione fa davvero impressione e dove anche la piscina comunale è allagata.
Diffuso e costante il pattugliamento notturno da parte delle forze dell’ordine, dei dipendenti del Comune e della stessa Misericordia per tutto il paese.
Ma mentre si cerca di rimettere tutto in piedi, il cielo cambia colore e si odono di nuovo i tuoni, preceduti da fulmini di sinistra bellezza. Si torna a vivere il cupo naturale teatro di ieri. In via Di Vittorio cade un altro pezzo di muro. Vicino al supermercato Ekom, nella zona de La Piana. Un crollo considerevole, che si aggiunge a quello di mercoledì, le cui macerie colmano un passaggio pedonale. Il sindaco Alessandro Bandini, intanto, ci chiama, abbandonando per qualche minuto la lunga riunione con i vigili del fuoco e con il presidio di protezione civile attivo dal giorno prima, notte compresa, a palazzo comunale aperto. Le sue parole sono chiare: «Siamo di nuovo in stato di emergenza». Sì. Sono le 12 circa. La pioggia imperversa nella parte sud di San Vincenzo, e in men che non si dica ha già fatto altri danni.
Viene chiusa la strada per Campiglia, così come le allagate vie del Lago e di Caduta. L’aviosuperficie e i campi che costeggiano la ferrovia sono piscine a cielo aperto. A San Bartolo e dintorni, in mattinata, le strade diventano innaturali contenitori d’acqua. Il sindaco prosegue: decine di casi di allagamenti (ma nessuna abitazione inagibile), moltissimi interventi. Su Facebook sono in molti a postare video o raccontare a parole i danni subiti nelle loro proprietà.
Dopo le 13,30 il cielo si fa più chiaro. Spuntano timidi raggi di sole. Nel pomeriggio il sindaco revoca l’ordinanza di chiusura delle scuole: l’emergenza pare terminata. Domani (oggi, ndr) tutti i bimbi e i ragazzi torneranno a scuola. Il dirigente scolastico Claudia Giannetti pubblica su Facebook i ringraziamenti a genitori, personale scolastico, insegnanti, volontari, forze dell’ordine e amministrazione comunale per come è stata gestita l’emergenza. Sì: è stata gestita bene. Mentre ancora si quantificano i danni e si prende atto che le precipitazioni delle ultime 40 ore sono state davvero eccezionali, una malcelata paura pervade un po’ tutti ogniqualvolta il cielo si rovescia rabbioso su questo territorio. E molti si chiedono come poter limitare i danni, come poter prevenire. Perché questa volta la pioggia è stata davvero copiosa, ma altre volte proprio no. E tutto era andato comunque in tilt. Ci chiediamo il come, quindi, e non il perché, che a grandi linee sappiamo: i cambiamenti climatici evidenti e il cemento che ha sfregiato negli ultimi cinque lustri questo territorio. Niente, in natura, accade per caso. Né quelle che ci si ostina a chiamare “bombe d’acqua”, come fossero eventi soprannaturali a noi estranei, né le loro conseguenze.
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