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«L’azienda non rispetta i patti, ora serve la mobilitazione»
PIOMBINO. «Ma se bisogna fare una manifestazione (convocata il 5 novembre ndr) per la riduzione del costo dell’energia finora di cosa si è parlato?». E’ la domanda retorica di “Minoranza sindacale”,...
PIOMBINO. «Ma se bisogna fare una manifestazione (convocata il 5 novembre ndr) per la riduzione del costo dell’energia finora di cosa si è parlato?».
E’ la domanda retorica di “Minoranza sindacale”, che spiega come «il costo dell’energia elettrica per un’acciaieria con forno elettrico doveva essere già determinato e assodato prima della stipula di qualsiasi accordo. Infatti Aferpi, nel piano industriale presentato al Mise il 15 aprile, ha espresso chiaramente la condizione che il costo dell' energia elettrica dovesse essere 41 euro al megawatt».
Il gruppo chiede quindi ai sindacati «di riconvocare con urgenza un’assemblea dei lavoratori entro la fine di questa settimana per decidere quali iniziative di mobilitazione organizzare, immediatamente, per rispondere all’azienda che continua a non rispettare gli impegni assunti, quali: a) acquisto del forno elettrico, b) partenza delle bonifiche, c) aumento dei volumi di produzione, con conseguente rientro di parte dei lavoratori in cig, d) corresponsione del salario in base agli accordi stipulati».
Per “Minoranza sindacale” l’assemblea deve servire «a chiarire quali sono i motivi per i quali i sindacati non stanno rispettando il mandato dei lavoratori che avevano dato l’ultimatum all’azienda. Questa domanda la poniamo pubblicamente anche a Mauro Faticanti (responsabile nazionale Fiom per la siderurgia) che tirando le conclusioni dell’assemblea del 9 ottobre, aveva preannunciato la mobilitazione, se non ci fossero state risposte positive, entro una settimana. Adesso sono passati più di 15 giorni – conclude il gruppo – e non si fa niente. Cosa ne pensa Faticanti di quello che sta avvenendo a Piombino?».
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