Gioco
Colto da una trombosi all'arteria, salvato in ospedale
I medici del presidio portoferraiese scoprono la patologia in tempi rapidi e salvano un cinquantunenne elbano
PORTOFERRAIO. Quando la buona sanità ti salva la vita. È quanto è successo all’Elba dove un cinquantunenne è stato curato per una trombosi a un’arteria basilare. Il caso è successo nella nottata tra sabato e domenica scorsa. L’uomo si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale ed è stato ricoverato con una patologia non ben chiara ma che per fortuna è stata presto individuata in maniera puntuale. Era stato colpito da trombosi dell’arteria basilare ed è lì che è stato determinante il riconoscimento clinico della patologia che si presenta in maniera subdola, non sempre riconoscibile e quindi tale da mettere in pericolo di vita il paziente.
Il riconoscimento clinico tempestivo della sindrome e l’esecuzione rapida della diagnostica, con la conseguente decisione di eseguire la trombolisi nel pronto soccorso, hanno permesso di salvare la vita al cinquantunenne che, già ricoverato in medicina, è stato riportato al pronto soccorso per l’esecuzione dell’atto terapeutico. Ed è stato proprio questo che ha consentito di evitare che la trombosi portasse ad un esito fatale e che il paziente potesse essere trasferito a Livorno (in coma) e da lì a Firenze, per completare la disostruzione del vaso con uno stenting. «Un caso che ha dimostrato come l’Elba sia all’avanguardia per quanto riguarda l’ictus – commenta Bruno Graziano, responsabile del presidio ospedaliero di Portoferraio - da anni stiamo lavorando per informare il cittadino sull’ictus e sull’importanza di un intervento tempestivo e stiamo formando tutto il personale al trattamento di questa patologia».
Proprio qualche settimana fa è stato organizzato sull’Elba dal primario di medicina Plinio Fabiani un convegno sull’Ictus e sulla possibilità che l’isola diventi un laboratorio ad hoc. «Determinante – continua Graziano – è stata la diagnosi clinica dei nostri professionisti, che si sono confrontati con il neurochiurgo e il neurocardiologo di Livorno». Da qui la necessità di effettuare la trombolisi, una pratica anche questa che all’Elba è possibile, ma non in tutti gli ospedali toscani e che serve a stabilizzare il paziente prima del trasferimento nei centri specializzati». Ora il cinquantunenne elbano è tornato all’ospedale di Livorno e si sta riprendendo, parte qualche lieve problema d un braccio. Un caso difficile andato a buon fine.
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