Toscana
Cittadini agli arresti domiciliari
IL COMMENTO. Modello Piombino? Servono almeno due strade di accesso decenti
PIOMBINO. Prigionieri in città. Per tre lunghe ore, nel momento dell’uscita da scuola e dal lavoro, Piombino è rimasta isolata.
L’acqua, che quando si muove non guarda in faccia a nessuno, ha invaso le due rampette di collegamento a Fiorentina con l’unica strada che, da tempo immemore, porta in città e che porta fuori dalla città.
Risultato: lunghe code, 398 bloccata, collegamenti paralizzati.
Viene da ripensare al punto nascita. Chiudesse Piombino, in una giornata come questa una madre avrebbe partorito sul sedile del passeggero. È un caso limite, ma certo non importa essere in dolce attesa per avere il diritto a muoversi.
In questi giorni si parla tanto di “Modello Piombino”. Crediamo che una città modello, tanto per girare il concetto, debba avere almeno un paio di strade di accesso decenti.
Se ne faccia carico la politica e in mezzo a tanti annunci, molti dei quali peraltro ancora da verificare, si faccia carico di qualcosa di concreto.
L’ultimo pezzo di 398 è stato inaugurato nel 1998, in quasi vent’anni abbiamo sentito tante parole e visto pochi fatti.
Mentre la città-modello è agli arresti domiciliari.
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