La protesta
Marciana, dopo anni di blocco ok al regolamento urbanistico
MARCIANA. «Le priorità è stata data alla realizzazione di prime case, per far fronte alla necessità dei cittadini anche in alcune delle nostre frazioni. Non ci sono nuove edificazioni in più rispetto...
MARCIANA. «Le priorità è stata data alla realizzazione di prime case, per far fronte alla necessità dei cittadini anche in alcune delle nostre frazioni. Non ci sono nuove edificazioni in più rispetto a quelle già previste, mentre è stata data la priorità al riutilizzo dei volumi già esistenti». Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana, descrive in questo modo il nuovo regolamento urbanistico approvato alla fine dello scorso settembre in consiglio comunale di Marciana. In queste ore i contenuti del nuovo regolamento urbanistico sono stati pubblicati sull’albo pretorio del Comune. L’approvazione non è certo un dato da trascurare, dal momento che il regolamento urbanistico approvato è il primo nella storia del Comune di Marciana. Basti pensare che l’unico strumento urbanistico “attuativo” è il piano di fabbricazione, aggiornato via via con delle varianti, realizzato nel 1975. Il regolamento, inoltre, ha avuto una gestazione lunghissima, dal momento che esprime dal punto di vista attuativo le linee guida urbanistiche tracciate nel piano strutturale, approvato dal consiglio comunale di Marciana nel 2003. «Ci abbiamo messo troppo, ma finalmente questo Comune si è dotato di un regolamento urbanistico – racconta il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi – che potrà finalmente dare delle risposte e sbloccare una programmazione urbanistica rimasta ferma per anni. In primo luogo potremo andare incontro alle esigenze di prime case anche in alcune delle nostre frazioni, quindi sbloccare alcune convenzioni per dei lavori pubblici che, senza uno strumento urbanistico attuativo, non potevano partire».
Il regolamento urbanistico è stato soggetto di un iter particolarmente lungo e complesso. L’amministrazione comunale ha ricevuto la bellezza di 95 osservazioni al regolamento, in parte formulate da cittadini privati, in parte da soggetti pubblici e associazioni. Di queste osservazioni, di cui 31 sono state accolte, 33 non accolte, 31 accolte solo parzialmente. «Non abbiamo previsto nuove edificazioni rispetto a quelle già previste se non per alcune unità di prime case. – spiega Bulgaresi – il nostro obiettivo è fare in modo che i centri storici tornino a popolarsi. Anche in quest’ottica è stato cambiato il coefficiente per il cambio di destinazione d’uso o frazionamento in residenziale che nelle zone da recuperare è stato portato a 28 metri quadrati».
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