Gioco
No all’unione Campo-Marciana i genitori contro la proposta
Il consiglio di istituto del Comune montano si è pronunciato in modo totalmente negativo E il sindaco Anna Bulgaresi rilancia: «Gli organi collegiali sono chiari, sarebbe un errore»
MARCIANA. Un’unione che non s’ha da fare. Una proposta rispedita al mittente senza appello.
«Mi auguro – dice Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana, senza mezzi termini – che il progetto non vada in porto. Se uno dei criteri da seguire, prima di realizzare l’accorpamento, è interpellare gli organi collegiali della scuola, ebbene prendiamo atto di come si è pronunciato il consiglio».
Quindi, riassumendo, consiglio d’istituto, sindaci dei due paesi marcianesi e comunità, tutti uniti nel difendere la propria autonomia scolastica. Un presidio, la scuola, che da queste parte va ben oltre l’istruzione. Travalica l’imparare a far di conto.
La scuola invece è aggregazione prima di tutto sociale, per poi essere culturale. Riconoscimento della propria identità. Appartenenza a una comunità radicata nelle proprie tradizioni e costumi.
Occasione per sentirsi vitali, far parte di un progetto che è integrato con il territorio. Non solo. Ma anche combattere l’abbandono di centri montani o collinari dell’isola.
«Se ci levano la scuole da queste frazioni – dicono alcuni genitori di Colle d’Orano e Patresi – allora si mette nelle condizioni le famiglie a lasciare questi luoghi per trasferirsi altrove. Sarebbe l’inizio della fine».
Più complesso, dunque, più articolato l’argomento di quanto appaia alla prima lettura. Che trova nel suo “No” alla proposta avanzata dalla conferenza zonale di accorpare l’istituto comprensivo di Marciana Marina con quello di Marina di Campo, la sua risposta immediata ed esplicita.
«Sarebbe stato un accorpamento burocratico - si apprestano a precisare i fautori della richiesta – e niente altro. Non avrebbe comportato nessun cambiamento allo stato attuale della geografia degli istituti marcianesi, se non la presenza di un dirigente amministrativo per tutte le pratiche di carattere burocratico».
Ma cedere a tale richiesta, sarebbe stato per la comunità di Marciana come rinnegare quanto è stato fatto negli ultimi anni, per mantenere in paese le classi della scuola media, sebbene il numero degli iscritti risultasse sempre essere inferiore a quello che la normativa vigente prevedeva.
«Eppure – dicono – attraverso mille difficoltà siamo sempre riusciti a mantenere la nostra autonomia e garantire ai nostri figlio il diritto all’istruzione nel paese in cui essi risiedono».
Almeno per quanto riguarda la scuola dell’obbligo. Poi, per il prosieguo della carriera scolastica, è giocoforza raggiungere il capoluogo elbano. Marciana (ma anche Marciana Marina) è sempre riuscita ad aver approvato l’esistenza delle sezioni staccate della media Tagliaferro di Marciana Marina, grazie alla clausola che prevede una deroga al numero degli iscritti per classi prevista per le cosiddette sedi disagiate.
«E noi non abbiamo forse una sede disagiata – domandano i genitori – Abbiamo la scuola in zone montane, per di più siamo su un’isola, per cui la deroga ha ben ragione di essere applicata nelle nostre realtà».
C’è rammarico, allora, sull’accorpamento tra Marciana e Marina di Campo.
«Ci si chiede – aggiungono sempre i genitori dell'Istituto Comprensivo di Marciana Marina - come è possibile che le autorità preposte a prendere tali decisioni possano esprimersi in tal senso».
«Non riteniamo giusto – affermano - che in paesi con situazioni territoriali così complesse e difficili si debba mettere dei tetti minimi di presenze per poter avere una scuola. E’ quindi di vitale importanza l'autonomia dell'Istituto che non può essere distrutto da un problema burocratico e di interesse economico».
E i componenti del Consiglio d’Istituto chiedono che sia ripristinato il dirigente scolastico (attualmente in reggenza) e il dirigente amministrativo (finora inesistente).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
