Il Tirreno

Servizio di riabilitazione la minoranza all’attacco

di Luigi Cignoni
Servizio di riabilitazione la minoranza all’attacco

Pellegrini, Giuzio, Andreoli e Mazzei scrivono alla direzione dell’Asl «Ancora riduzioni del personale, a questo punto non funziona come dovrebbe»

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PORTOFERRAIO. Non ci stanno i consiglieri comunali di minoranza di Portoferraio al pericolo di un’ulteriore diminuzione di personale presso il Servizio di Riabilitazione di San Giovanni.

È già troppo quello che è successo. E scrivono ad Anna Bulgaresi in qualità di presidente della conferenza dei sindaci perché si faccia carico della problematica e porti l’argomento all’attenzione della Direzione Aziendale dell’Asl, al fine di trovare una giusta soluzione.

«Il Servizio di Riabilitazione della nostra zona Elba – si legge nella lettera firmata da Cosetta Pellegrini, Antonella Giuzio, Paolo Andreoli e Alessandro Mazzei – sarebbe dovuto essere un fiore all’occhiello dei nostri servizi territoriali e una opportunità anche per gli ospiti che già in passato ne hanno usufruito».

Invece non è stato così. Dal 2007 è iniziata la drastica riduzione del personale da 12 unità alle attuali 7, di cui un elemento dal mese di novembre andrà in pensione e non sarà sostituito. Non solo. Alla riduzione del personale, ha fatto seguito una riorganizzazione del servizio che ha portato alla chiusura delle attività riabilitative nei Centri di erogazione dei servizi distrettuali, concentrando tutti gli operatori nella sede a Portoferraio, mantenendo le attività domiciliari e ospedaliere con proiezioni degli operatori. Secondo i consiglieri di Portoferraio i problemi si possono comprendere in tre ordini. Logistico. Il servizio si trova presso la struttura di Casa del Duca; l’ulteriore riduzione del personale renderà sempre più complesso organizzare sia il servizio domiciliare sia quello ospedaliero. Tutela della salute: appare inevitabile l’allungamento delle liste di attesa dei pazienti inviati alle cure fisioterapiche, così come per la consulenza per la concessione degli ausili personalizzati che, nel settore specifico, possono costituire un reale danno alla salute dei pazienti, che corrono il rischio di vedere cronicizzare e rendere quindi più difficoltoso, il problema fisico e il suo recupero. Minori: i bambini seguiti in fisioterapia vedranno scoperto il servizio che li riguarda in quanto i due operatori, con specifica formazione, a loro dedicati, sono quelli interessati dal provvedimento di pensionamento per un operatore e da una malattia lunga per l’altro.

Ecco le ipotesi risolutive esposte dai consiglieri di minoranza. «Occorre individuare – scrivono nella lettera - all’interno della struttura ospedaliera spazi adeguati per reinserirvi il servizio di riabilitazione. Tale soluzione oltre a rendere più agevole la fruizione del servizio da parte dei pazienti, che oggi incontrano non poche difficoltà a conciliare gli appuntamenti di fisioterapia con gli orari degli autobus che raggiungono la zona, consentirebbe agli operatori di ottimizzare i tempi di lavoro per seguire i pazienti ricoverati, oltre ad avere possibilità di consulto immediato con i medici presenti in struttura, quando questo si rendesse indispensabile. Per quanto riguarda invece il personale bisogna predisporre immediatamente il reintegro di almeno due unità, delle 5 perse, di cui almeno una da dedicare a tempo pieno ai minori, considerato che l’impegno professionale riferito ai minori è particolarmente complesso: oltre alla riabilitazione individuale è indispensabile lavorare – concludono - con la famiglia, con gli insegnanti oltre a partecipare ai piani educativi individuali con la scuola tutta»

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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