Il Tirreno

«Garantite il diritto allo studio ai nostri figli»

«Garantite il diritto allo studio ai nostri figli»

Dopo il taglio delle ore di assistenza scrivono al Comune i genitori degli studenti disabili

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PORTOFERRAIO. Si definiscono stufi di attendere. E chiedono il diritto all’istruzione dei loro figli, anche se con patologia gravi. Non li sta bene quanto hanno dichiarato gli assessori alle Politiche sociale Adalberto Bertucci e alla Pubblica Istruzione Adonella Anselmi, in merito alla scelta adottata dall’amministrazione comunale di portare le ore settimanali degli educatori destinati ai loro figli a 138, quando invece gli accordi prevedevano 187. «Ogni anno – dice un gruppo di genitori - all'inizio dell'anno scolastico gli educatori vengono affiancati ai nostri figli con deprecabile ritardo. Ogni volta, prima di fare le nostre osservazioni aspettiamo almeno una settimana, dando ulteriormente tempo agli uffici preposti per potersi organizzare. Abbiamo notato però, che più stiamo zitti e più tempo passa senza che nessuno faccia nulla, il ritardo nell'espletare questo servizio è diventato ormai cronico». E ripercorrono le tappe che hanno contraddistinto questo inizio di anno scolastico. I cancelli si sono aperti il 15 settembre e gli educatori non ci sono. «Il 21 settembre alcuni di noi si sono recati in Comune per avere notizie. Purtroppo gli assessori erano impegnati e non siamo stati ricevuti. Siamo riusciti però a parlare con una dipendente dell'ufficio scuola che ci ha comunicato che gli educatori, una volta espletata la burocrazia, avrebbero iniziato la settimana successiva, cosa che non è accaduta. Il 30 settembre abbiamo avuto un incontro con l'assessore alle politiche sociali, che ci ha spiegato trattarsi di un problema di bilancio. Non abbiamo ricevuto conferme sulla data di inizio del servizio e siamo usciti più demoralizzati di quando siamo entrati. Possibile che se manca un dirigente il Comune si fermi?» È accaduto il 6 ottobre che i familiari si rivolgono al consigliere di minoranza Del Torto. La quale, il giorno successivo, ha inviato una mozione al sindaco e una lettera al dirigente competente nella quale chiedeva chiarimenti e una rapida soluzione della faccenda. L'8 ottobre il Comune finalmente ha fatto partire gli educatori, dando però meno ore di quelle richieste. «Teniamo a precisare – aggiungono - che le ore degli educatori, così come quelle delle insegnanti di sostegno, sono concordate con uno staff che coinvolge genitori, assistenti sociali, insegnanti, logopedisti, educatori e il neuropsichiatra infantile. Quando sono stabilite le coperture dell'orario scolastico, si tiene conto delle problematiche specifiche di ogni bambino se vengono richieste per esempio 18 ore di sostegno e 12 di educatore su un tempo scuola di 30 è perché si ritiene che il bambino non possa mai stare da solo. Non possiamo chiedere né ai compagni né agli insegnanti ordinari, peraltro tutti splendidi e sempre disponibili, di sopperire alla mancanza degli educatori. Né dobbiamo essere costretti a tenerli a casa o a far fare loro orari ridotti perché non sono state coperte le ore previste, non si tratta di un problema politico ma di garantire il diritto all'istruzione ai nostri figli».

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di Redazione web