Toscana
Tfr, tre strade in attesa della Cassazione
Velo indica le strategie per anticipare il pagamento in attesa dell’ultimo verdetto sul danno ambientale
PIOMBINO. Nell’incontro di ieri al Mise si è parlato anche della questione del maxirisarcimento (400 milioni) chiesto dal ministero dell’Ambiente nel 2013 (quando alla guida c’era Corrado Clini) all’amministrazione straordinaria Lucchini, «per danni ambientali».
La causa (il ministero dell’Ambiente sconfitto in primo e secondo grado ora si è rivolto alla Cassazione) di fatto congela il credito dei dipendenti finito nello stato passivo, ossia il tfr, che vale complessivamente una cifra intorno ai 30 milioni.
Il sottosegretario Silvia Velo ha spiegato nella riunione di aver effettuato degli approfondimenti sulla questione», individuando tre strade per una soluzione della vicenda che anticipi i tempi della Cassazione. «Ritengo sia possibile – ha detto Velo - che l’Inps anticipi il Tfr come mi risulta sia già accaduto a Trieste, ma anche che il commissario della Lucchini in amministrazione straordinaria chieda un intervento al giudice fallimentare per essere autorizzato al pagamento». La terza possibilità è che «sempre il commissario Piero Nardi chieda una transazione al ministero, in modo che dalla cifra complessiva venga scorporata quella che spetta ai lavoratori per il tfr».
Nello scorso mese di aprile la sezione civile del tribunale di Livorno in appello aveva respinto il ricorso sostenendo che il ministero dell’Ambiente non aveva provato «la situazione di inquinamento al momento dell'acquisto da parte della Lucchini, le concrete ulteriori attività inquinanti compiute dalla stessa e i conseguenti danni derivanti dalle stesse all'ambiente, potendo la Lucchini rispondere solo di ciò, e cioè dell'ulteriore danno provocato». (cloz)
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