Il Tirreno

da firenze interviene Fratelli d’italia

Si mobilita anche il web, oltre 3 mila «no» in poco tempo

PIOMBINO. Oltre 3.300 adesioni nell’arco di un paio di giorni. Anche Facebook si attiva con il gruppo «No alla chiusura del punto nascite a Piombino» che continua a registrare like e testimonianze...

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PIOMBINO. Oltre 3.300 adesioni nell’arco di un paio di giorni. Anche Facebook si attiva con il gruppo «No alla chiusura del punto nascite a Piombino» che continua a registrare like e testimonianze sulla validità del reparto.

Dai social è partito anche il battage sulla raccolta delle firme. Molti i negozi e le attività professionali che hanno aderito e che continuano a sfornare moduli pieni di firme. Una raccolta che continua nonostante il tentativo di tranquillizzare appena espresso dalla Regione.

E’ forte anche lo stato di agitazione della politica. «Il Sindaco di Piombino Giuliani e l'assessore Di Giorgi rispondono con un semplice comunicato stampa a quattro giorni di distanza dalla cortese visita dell'assessore regionale alla Sanità Saccardi, che aveva annunciato la probabile chiusura del punto nascita di Piombino. C'è voluto così tanto tempo per capire che la chiusura del punto nascita non è una buona notizia per la città?», affermano il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Giovanni Donzelli e Francesco Ferrari, consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Piombino, nel giorno in cui il sindaco Giuliani e l'Assessore Di Giorgi commentano la visita a Piombino dell'Assessore Saccardi di venerdì scorso.

«Oltre a non essere tempestive, le parole di Giuliani e di Di Giorgi ci sembrano poco credibili: sembrano una timida riflessione da parte di chi non vuol fare barricate ma, al tempo stesso, deve dare un contentino ai cittadini». - incalzano Donzelli e Ferrari - «Il problema a Piombino, oltretutto, non è solo la chiusura del punto nascita, ma anche lo smantellamento di altri reparti, nel silenzio assordante delle istituzioni locali. Se sindaco e assessore vogliono essere credibili, se ne assumano le responsabilità politiche e si dimettano se il centro nascita verrà chiuso».

«La Riforma sanitaria targata Rossi non tiene conto, inoltre, che Piombino è distante più di un'ora di viaggio dagli ospedali di Livorno e Grosseto» - proseguono il capogruppo in consiglio Regionale di Fratelli d'Italia e il consigliere comunale di Fdi - «i disagi che comporta la riforma sono tanti e gravi, per questo stiamo raccogliendo le firme per il referendum che chiede di abrogarla. Continueremo a batterci affinché alla città di Piombino non venga tolto il diritto alla salute».

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