Il Tirreno

«Il nostro è un prodotto unico in Toscana»

«Il nostro è un prodotto unico in Toscana»

I dipendenti soddisfatti del vertice chiariscono: «Solo noi estraiamo il microcristallino»

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CAMPIGLIA. Da parte dei lavoratori della Cave c’è una moderata soddisfazione per l’esito dell’incontro con il sindaco Rossana Soffritti. Con i dipendenti c’erano i delegati Ercole Pretolani, Leonello Garfagnini e Andrea Diana.

«Ringraziamo il sindaco per la disponibilità ad incontrarci, per averci ascoltato a lungo e per le risposte che ci ha dato. Le abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni per i nostri posti di lavoro dopo gli articoli usciti sulla stampa e le abbiamo ricordato che siamo tutti cittadini del Comune. È stata una discussione franca e ci siamo impegnati a rivederci in tempi abbastanza breve».

Le Cave di Campiglia estraggono del resto un materiale (calcare microcristallino) che è unico e esiste solo nel nostro territorio. Questo prodotto è indispensabile e non sostituibile per usi industriali, quali la produzione di calce per la Solvay, nella miscelazione di materiali per la vetrerie, Saint Gobain ad esempio, nei processi di desolforizzazioni (Enel), le neutralizzazioni di processi acidi. Non è un prodotto comune, assimilabile a quello estratto da cave generiche, ma è un prodotto raro con caratteristiche uniche. Un materiale che è essenziale per alcune primarie aziende industriali (Solvay, Knauf, Saint Gobain, Tioxide, Unicalce, Enel) e non deve essere confuso né confrontato con materiali per usi civili.

«Il progetto di Rimateria - dicono ancora - uscito più volte su tutti i giornali, è un progetto valido per il riciclo dei materiali costruzione e altri materiali, e noi siamo estremamente a favore per il bene del nostro territorio. Bisogna precisare però una cosa importante e fondamentale: il nostro calcare microcristallino esiste solo in natura e nella nostra Cava e non può assolutamente essere sostituito da Rimateria. Parliamo di due prodotti completamente diversi e con destinazioni diverse».

I lavoratori sono dunque favorevoli alla proposta della Soffritti di portare la discussione in Regione: «Bene dunque che se ne parli in Regione, perché questa zona può diventare un polo regionale fondamentale per tutta l’industria toscana. Ci sono progetti dell’azienda che è disposta ad investire, pur nel pieno rispetto dell’ambiente e dopo aver valutato bene i fabbisogni locali e regionali. Anche Aferpi, del resto, quando ripartirà in pieno avrà bisogno del nostro microcristallino e se vorrà prenderlo qui avrà grossi vantaggi sul costo dei trasporti». (g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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