Gioco
L’anarchico gentile fa vincere il Baluardo
Inizia il viaggio nei quattro rioni di Capoliveri: si parte dai trionfatori che hanno voluto rendere omaggio a Pietro Gori
CAPOLIVERI. Il rione del Baluardo ha vinto per la nona volta il trofeo del Bacco, la statua ambita dai rioni della Festa dell’Uva di Capoliveri. Una vittoria abbastanza netta. Una vittoria del rione che possiamo definire “la Juventus della Festa dell'Uva”; i fatti dicono che è il più forte per capacità organizzative, per ricerca di risorse oltre i 2500 euro che tutti i borghi ricevono dalla Comune tramite la Pro Loco guidata dal presidente Walter Corbelli. «Il nostro segreto- fa presente Fabio Luzzetti, il capo rione del Baluardo- sono le nostre due registe Patrizia Arduini e Lorella Di Biagio, ma poi tutto il team, un gruppo molto unito che mette l'anima e un grande impegno. Voglio ringraziare tutti i rionali e le persone che hanno partecipato aiutandoci a vincere la Festa dell'Uva 2015. Ma devo fare un grosso plauso ai rioni Fortezza ,Torre e Fosso, perché hanno fatto un lavoro eccezionale e nel visitare i loro scenari, insieme alla giuria, ho temuto di perdere. Spesso dopo i risultati ci sono polemiche, ma esiste appunto la giuria che sicuramente è sopra le parti, e se per nove volte siamo stati premiati è segno che ce lo meritiamo. Ma nonostante ciò il paese deve rimanere unito e far crescere questa iniziativa unica e stupenda. Gli altri rioni sono senza dubbio in grado di batterci come è già successo».
L'ambientazione scelta dal Baluardo è del tutto particolare: il borgo ha deciso di far rivivere il 1921, anno in cui, a 10 anni dalla scomparsa di Pietro Gori, l'avvocato anarchico, fu collocata in piazza Matteotti una lapide in suo onore. Entrando nella piazza subito il visitatore ha trovato schierati tanti uomini col fiocco nero al collo simbolo dell'anarchia, scena ripresa dalla foto ritrovata nella biblioteca Serantini di Pisa, fatta all'inaugurazione della lapide dedicata all'anarchico, e poi spazio alla vendemmia: c'è da tirare le somme di un'annata di lavoro ed ecco riprodotta la vigna con i recipienti colmi di grappoli, svuotati dentro la bigoncia per poi essere portati alla cantina. Le donne fanno il mercato e un forno produce pane integrale caldo, quindi due bimbe vendono il latte appena munto. Ed è grande la festa, balli, la vita nella vigna è bella.
Stefano Bramanti
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