La protesta
«Banca del cibo, proposta che non interessa»
Movimento 5 Stelle all’attacco dell’Amministrazione: nessuno è venuto alla nostra iniziativa
CAMPIGLIA. Ogni anno in Italia finiscono in discarica 10 milioni di tonnellate di cibo, per un valore di 37 miliardi di euro, mentre ci sarebbero circa 6 milioni di italiani in stato di povertà alimentare che non sempre hanno soldi per acquistare generi di prima necessità. «Aiutare i meno abbienti - scrivono i 5 Stelle di Campiglia - e gli indigenti tramite un recupero di cibo in eccedenza o troppo vicino allo scadere dalle grandi distribuzioni e non: era questo il tema principe del dibattito pubblico che si è svolto lunedì 28 settembre nella saletta “La Pira”, alla quale l'intera amministrazione comunale con i vari assessori, la consulta del sociale e tutte le associazioni di categoria sono stati invitati. L'intento è quello di sensibilizzare l'Amministrazione a instaurare e gestire un valido circolo del cibo che grandi catene locali, mense e commercianti di settore si trovano obbligati a dover gettare per leggi igienico-sanitarie vigenti. Arginando questo spreco. Già, perché con 925 milioni di bisognosi nel mondo, anche la nostra piccola comunità di Campiglia Marittima- Venturina Terme ha visto aumentare esponenzialmente la richiesta di aiuto da parte di quei cittadini messi in ginocchio anche dalla crisi lavorativa che riguarda particolarmente la nostra zona, che ancora una volta si trovano da soli a dover affrontare mille difficoltà per arrivare a fine mese. Riteniamo pertanto necessario che un'Amministrazione debba dare risposte adeguate attraverso i supporti essenziali e attraverso politiche sociali mirate. La proposta del M5S Campiglia di costituire una “Banca del cibo” nella nostra zona, servirebbe a rispondere ai nuovi bisogni che si presentano nella società moderna: il disagio sociale, le nuove povertà. Siamo consapevoli che questa iniziativa non sarà la panacea che pretenderebbe di guarire tutti i mali, ma l'assenza di un sindaco o di un rappresentante dell'attuale giunta comunale ad un'iniziativa così necessaria in una società sempre più degli sprechi, non è passata inosservata. In alcune regioni d'Italia, tali progetti fanno parte di protocolli di intesa tra Regione e Comuni per il sostegno, promozione e valorizzazione della rete di solidarietà sociale a supporto delle situazioni di disagio sociale. La presenza di un rappresentante alla nostra iniziativa sarebbe stato un valido segno di superamento di limiti ideologici politici e di schieramento una volta per tutte al fianco dei cittadini che combattono quotidianamente le difficoltà per sopravvivere, avviando un anello di aiuti tramite la gestione oculata e controllata delle associazioni presenti sul territorio locale. Con rammarico ugualmente ringraziamo un'Amministrazione che molto probabilmente ha altro a cui pensare».
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